Alla scoperta di Rovereto, la città che a ottobre ospiterà il primo Festival della Meteorologia

Storia, cultura ed economia. Ecco Rovereto, la città dalle mille sfaccettature

Siamo in Trentino Alto Adige e tra le meraviglie di questa regione, c’è Rovereto. La città prende il nome dalla presenze di querce sul suo territorio, tanto da essere riportate nello stemma della città. Inserita nella valle Vallagarina, che conta la presenza di numerosi vigneti, Rovereto è attraversata dal fiume Adige. Il suo clima varia, da inverni particolarmente freddi e nevosi ad estati calde e piovose.
CARLO_BARONI_palazzo_podestàRovereto, nonostante siano state trovate delle impronte di dinosauri, nasce nel Medioevo. Inizialmente dipendente di Lizzana, ad oggi una frazione di Rovereto, passa sotto il controllo dei Castelbarco, a cui si deve la costruzione del Castello, oggi, sede del Palazzo Pretorio del Municipio. I Castelbarco creano intorno a Rovereto delle mura per difendere il borgo e decidono, conseguentemente, di intensificare i rapporti con i veronesi. Successivamente, passa prima sotto il controllo trentino e poi sotto quello della Repubblica di Venezia, che tra il ‘400 e il ‘500 la trasforma in una piazzaforte. Venezia fa di Rovereto un polo economico eccezionale. Inizialmente, proclamandola città e  permettendo, così, la fioritura di negozi, taverne e ospizi. Introducono la produzione di seta, che diviene l’attività fondamentale della provincia. Il periodo di benessere verrà così mantenuto fino al XVIII secolo. Nel 1510 vede l’invasione delle truppe imperiali, che ne fanno una zona franca.
E’ proprio nel ‘700, che Rovereto subisce notevoli modifiche dal punto di vista urbanistico, che mineranno alla fisicità del territorio. Furono costruite e modificate strade, molti palazzi tra cui ricordiamo: il Palazzo dell’Annona, il Palazzo Piamarta, il Palazzo Fedrigotti, il Palazzo Alberti, il Palazzo Rosmini alle Frassine e numerose ville tra cui Villa Alle Grazie, Villa Vannetti, Villa Bridi e,infine, Villa Tacchie.
Nel 1805, con l’invasione di Napoleone passa sotto il controllo dei Bavaresi, fino a quando il Tirolo Meridionale, di cui Rovereto faceva parte non fu annesso, nel 1810, al Regno d’Italia. Sconfitto Napoleone, fu fino al 1918 provincia della Contea Austro-ungarica. In questo periodo, si trasformò in un vero e proprio centro amministrativo e politico. A questi anni appartengono opere e strutture quali la Cassa del Risparmio, l’acquedotto potabile dello Spino, l’opificio della Manifattura Tabacchi.
Lo sviluppo di Rovereto è legato al personaggio di Cesare Malfatti, a cui è dedicata l’omonima piazza al centro del centro storico di una bellezza estasiante, che contribuì a migliorare la città sia dal punto di vista amministrativo, che dal punto di vista del sistema scolastico e culturale. Degno di menzione sono la Scuola Reale Elisabettina, il Museo Civico, il Palazzo della pubblica istruzione, Cassa del Risparmio, il Corpo dei Pompieri e la Società Agraria.
Dalla fine del ‘800, Rovereto conosce un periodo “nero” tra crisi e guerre, innumerevoli saranno le volte in cui cadrà e si risolleverà. Tra le prime crisi, ve ne sarà una di natura economica strettamente legata a tensioni politiche ed amministrative con le zone confinanti, a cui si associano alluvioni e danni alla viticoltura e ai bachi da seta. La crisi, che sembrava volta al termine alla fine del secolo, riprende con l’inizio della Prima guerra mondiale. A quest’epoca risale la Campana dei Caduti, che ogni sera con i suoi 100 rintocchi ricorda i caduti di tutte le guerre del mondo, nella speranza di un mondo di pace e tranquillità. Durante il conflitto la popolazione fu costretta ad emigrare, per poi poter rientrare, quando la città è, nuovamente, sotto il controllo italiano.

Nonostante, qualche cenno di miglioramento la città cade nel vortice distruttivo della Seconda Guerra Mondiale. A questo periodo è dedicato l’Ossario di Castel Dante, che ospita le ossa di dodicimila soldati morti durante gli scontri. Rovereto è famosa pere aver fatto parte della Repubblica Sociale di Mussolini, posta sotto il dominio nazista. Con il sopraggiungere della fine della guerra, Rovereto può finalmente risorgere grazie alle numerose opere di risanamento, all’introduzione di un sistema di istruzione professionale e sociale. Da ricordare assolutamente l‘Ospedale di Santa Maria e l’Istituto Tecnico per Ragionieri e Geometri ” Felice e Gregorio Fontana”. Altro edificio di rilevanza, ma di un’epoca diversa è  Mart, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea, aperto nel 2002, che altro non è che il più grande museo d’arte moderna d’Italia.

Gli eventi da non perdere assolutamente sono il Palio delle Zattere, che prevede una gara tra gli zatterieri che impegna la zona compresa dal fiume Adige fino all’antico porto fluviale; la fiera di Santa Caterina e la processione del 5 Agosto, in onore di Santa Maria Ausiliatrice, che secondo le credenze, nel ‘700 aveva evitato le invasioni da parte delle truppe di Vandome, durante la seconda guerra di successione spagnola. Ancora, il festival d’Oriente e Occidente, il più importante festival di danza sulla scena internazionale. E, infine, un evento del tutto nuovo per Rovereto, il Festival della Meteorologia. Il 16/17 Ottobre tutti gli esperti e gli interessati alla meteorologia provenienti da tutta Italia si incontreranno, allo scopo di far conoscere le basi di questa scienza, in modo da permettere la comprensione di tutti i fenomeni naturali.