Ecco Trieste, dal porto internazionale al famosissimo Caffè San Marco
Affacciata sull’omonimo Golfo, Trieste è il comune più popoloso del Friuli Venezia Giulia. Frequentemente colpita dalla bora, le cui raffiche di vento sono molto intense, il clima tende ad essere più freddo del dovuto in inverno e molto più caldo d’estate. Famosa per il suo porto triestino, da sempre il più importante di Italia, è uno dei più importanti in Europa. Storicamente è stato punto strategico dell’Impero asburgico, tanto che nel 1719 lo riconobbe quale porto franco, trasformandola in una città multietnica. Il porto franco fu mantenuto anche dopo i trattati di pace della seconda guerra mondiale.
Abitata già nell‘età preistorica, da una popolazione di origine indoeuropea, che diedero alla città il nome di Tergeste, fu poi conquistata dai Romani che costruirono il foro ed il teatro visibili sul colle s. Giusto. La leggenda vuole che anche Giasone con i suoi Argonauti, sbarcassero a Trieste, ma su questo non vi è nulla di certo. Caduto il Sacro Romano Impero D’Occidente, la città passò ai bizantini e fu conquistata, successivamente, dai franchi, che la trasformarono in uno dei centri commerciali più importanti, grazie alla trasformazione del porto in porto franco. Grazie a questo, demograficamente crebbe notevolmente grazie all’arrivo di numerosi stranieri, attratti dalle possibilità economiche che la città offriva. Nell’anno mille fu diocesi vescovile e Libero Comune. Conquistata dai Veneziani, con i quali i rapporti non furono mai facili, fu liberata dai Goriziani. Decise di richiedere la protezione dell‘Austria da cui mantenne la propria autonomia fino al 1600, per poi perderla completamente e rimanere sotto il controllo austriaco. Trieste è nota per essere stata il centro in cui si sviluppò maggiormente l’irredentismo, in quanto desiderosa di essere annessa all’Italia. Numerosi furono i moti contrari al controllo austriaco, molti dei quali finirono nel sangue causando diversi morti. Alla fine della prima guerra mondiale, l’esercito italiano entrò a Trieste, acclamato da quella parte di popolazione favorevole all’italianizzazione. Il desiderio di poter far parte del Regno d’Italia, produsse numerosi scontri con la popolazione slovena.
L’avvento del fascismo, non fece che aggravare i sentimenti di odio e gli scontri. Numerosi scontri portarono alla morte di italiani, sloveni e croati, alla devastazione di uffici pubblici e di tutti i centri appartenenti ad etnie diverse da quelle italiane. Nel 1920 con il Trattato di Rapallo, Trieste finalmente può far parte del territorio italiano. L’annessione comportò un calo demografico collegato ad un declino economico e alla fuga della comunità tedesca. Il fascismo portò avanti una persecuzione violenta nei confronti della popolazione slovena e molti di loro decisero di emigrare in Jugoslavia. Il calo demografico subito a causa delle emigrazioni delle etnie straniere, non sembrò durare molto. Infatti, le altre zone italiane ripopolarono l’italiana Trieste. La Germania di Hitler fece di Trieste una zona di guerra, trasformando la risiera di San Sabba, oggi museo nazionale, in luogo di sterminio. I cittadini triestini, però, non accettarono questa risoluzione e in molti si unirono alle truppe partigiane, per contrastare i nazisti. La morte di alcuni soldati tedeschi in un cinema di Opicina, fece scatenare l’ira nazista. Il 3 Aprile 1944, 71 italiani detenuti nel carcere di Trieste furono fucilati in un poligono di Opicina, i corpi delle vittime furono bruciati nel forno crematorio, che iniziò da quel giorno la sua attività. Il 30 Aprile 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale del quale era presidente Don Edoardo Marzari con tutte le forze antifasciste attaccarono i nazisti che, occupavano la città liberandola. Le brigate partigiane jugoslave di Tito, arrivarono a Trieste il 1 maggio e proclamarono un’assemblea, a cui fu accordato il permesso di partecipare a solo due italiani, in cui fu proclamata la liberazione di Trieste.
Il terrore non sembrò sparire. Nuove persecuzioni, nuove deportazioni, nuove uccisioni scombussolarono Trieste. Le foibe accolsero i cadaveri di numerosissime vittime non solo fasciste, ma anche di soldati dell’esercito della Liberazione o civili. L’8 Maggio fu proclama la Città autonoma di Trieste in seno alla Repubblica della Jugoslavia. La bandiera tricolore con falce e martello sventolava su tutti gli edifici della città. Questo potere assunto da Tito, non sembrava essere accolto di buon grado dagli Alleati. Infatti, nel giugno del 1945, con il Trattato di Belgrado, fu creata la linea Morgan, che divideva il territorio e sanciva il ritiro delle truppe jugoslave da gran parte della regione. Il referendum del 1946, stabilì che l’Italia non fosse più monarchica, ma repubblicana. La Venezia Giulia, però, non partecipò al referendum né alle elezioni dell’Assemblea Costituente a causa delle pressione della Jugoslavia.
Nel 1947 con il Trattato di Parigi, Trieste diventò città stato, sotto la protezione delle Nazioni Unite. Fu divisa in due zone: la zona A amministrata dall’esercito anglo-americano e la zona B amministrata dall’esercito jugoslavo. Nel 1954, con il Memorandum di Londra, la zona A fu assegnata all’Italia e quella B divenne zona amministrativa. Subito dopo la conclusione della guerra, Trieste fu costretta ad affrontare un notevole calo demografico, già iniziato durante la seconda guerra mondiale. Ad oggi l’aumento della popolazione è dovuto ai flussi migratori provenienti dall’Europa orientale. Non solo, il livello di natalità sembra essere in netto rilancio, anche se Trieste è in vetta alle classifiche per il più alto livello di anzianità.
Trieste è ricca di fascino e storia, molti sono i punti di riferimento di una città distrutta dai conflitti e dalla morte di molti dei suoi cittadini. Tra i luoghi più belli vi è Caffè San Marco, luogo di ritrovo di Svevo, Saba, Joyce e Magris. Il borgo teresiano voluto dall’Imperatore dell’Austria Carlo VI, il Faro della Vittoria che ricorda i caduti della prima guerra mondiale, il Castello di Miramare, il Castello di San Giusto adibito a Museo civico, l’acquedotto romano, la Cattedrale di San Giusto, il Tempio serbo ortodosso, la Sinagoga, la chiesa degli evangelisti metodisti e tanti altri punti di riferimento per le etnie presenti sul luogo. Bellissimi poi il museo Revoltella di arte moderna, il museo di storia naturale e il museo del mare. Tra le aree verdi più belle, invece, da non perdersi è il Parco della rimembranza. Trieste è nota come città della scienza e accoglie una comunità scientifica famosa in Europa e nel mondo. Tra gli eventi da non perdersi, al momento, si sta organizzando l’evento Barcolana, la regata velica dalla durata di 10 giorni con rassegne, mostre, musica sport acquatici e tanto altro che si terrà dal 2 all’11 ottobre. Trieste offre numerosi piatti tipici come la jota, la minestra di fagioli, crauti e patate, lo strudel di mele, il crauti e la buonissima patata in tecia.