Gli organi di questi pesci sono stati scoperti dal gruppo di ricerca coordinato da Paulo Brito dell’universita’ di Rio de Janeiro
Ci sono pesci che hanno i polmoni, anche se non li usano. Lo dimostra un ‘fossile’ vivente, il celacanto, creduto estinto, cosi’ come lo testimoniano i resti dei suoi antenati vissuti nella preistoria. Gli organi di questi pesci sono stati scoperti dal gruppo di ricerca coordinato da Paulo Brito dell’universita’ di Rio de Janeiro. I ricercatori, che annunciano il risultato su Nature Communications, hanno ricostruito in 3D l’intera fase di sviluppo degli organi, dall’embrione all’eta’ adulta. La ricostruzione e’ stata possibile grazie al ritrovamento di femmine con embrioni. Questo pesce infatti si riproduce incubando le uova nel corpo della mamma (ovoviviparita’) e puo’ dare alla luce fino a 26 cuccioli vivi di circa 35 centimetri di lunghezza. I celacanti possono raggiungere anche la lunghezza di due metri, hanno pinne carnose e vivono nelle profondita’ oceaniche. Si credeva che si fossero estinti, fino a quando una specie vivente, Latimeria chalumnae, e’ stato scoperta al largo del Sudafrica nel 1938, guadagnandosi lo status di cosiddetti ‘fossili viventi’, sopravvissuti alle grandi estinzioni di massa della Terra. Ma se nei fossili dei loro parenti esistiti nel Devoniano, 410 milioni di anni fa, sono stati osservati ‘polmoni calcificati’ non erano mai state trovate finora strutture analoghe nei celacanti viventi. Per la prima volta i ricercatori hanno osservato polmoni sia negli embrioni sia negli adulti, dove sono solo un abbozzo di organo, cosparso di piccole piastre flessibili, che potrebbe essere il corrispettivo dei polmoni calcificati che avevano i loro antenati. Mentre si pensa che queste strutture non siano piu’ usate nelle specie viventi, che respirano con le branchie, i ricercatori pensano che le piastre potrebbero essere state utilizzate dagli antenati di questi pesci, per regolare il volume polmonare quando vivevano in acque poco profonde.
