Come ci si aspettava, sarebbero numerosi i reperti storici recuperati nella baracca venuta alla luce dopo lo scioglimento di ghiaccio e neve in Trentino Alto Adige. La notizia, divulgata nelle scorse ore dal TGR del Trentino e ripresa dalle maggiori agenzie di stampa nazionali, aveva già stupito per la sua unicità: a 3.850 metri di altitudine, proprio sotto la vetta del Gran Zebrù nella zona di Solda, i ghiacci dell’Ortles, presso la Punta dei Re, si sono sciolti mostrando al mondo questo rifugio di legno, largo circa 4 metri e lungo almeno 10, costruito nel 1917 e utilizzato probabilmente da diverse decine di soldati durante la Prima Guerra Mondiale.
La notizia è sicuramente interessante da un punto di vista scientifico, e più in particolare climatico, dato che testimonia come cento anni fa i ghiacciai fossero più ristretti e quindi il clima fosse più caldo, nonostante negli ultimi decenni le temperature si siano alzate, con un conseguente restringimento dei ghiacciai stessi.

Il rifugio in legno non è comunque la prima testimonianza risalente alla Grande Guerra rinvenuta sul Gran Zebrù, dato che per tutto il periodo bellico, quindi dal 1915 e il 1918, la zona si trovava in pieno fronte italo-austriaco, diventando quindi teatro di diverse battaglie che videro impegnati gli alpini italiani.