Al termine del meeting ‘Giustizia ambientale e cambiamenti climatici’ l’udienza con Papa Francesco
Si è aperto oggi, in Vaticano, il meeting internazionale ‘Giustizia ambientale e cambiamenti climatici’ promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Obiettivo: discutere le tematiche della conferenza sul clima di Parigi 2015 (Cop21) assieme a degli esperti mondiali del settore. Al termine della due-giorni i partecipanti verranno ricevuti in udienza dal Papa. Al centro della prima giornata, aperta dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, i dati preoccupanti sulle conseguenze del riscaldamento globale. Seguendo i trend attuali si va verso un aumento delle temperature compreso tra i 3,7 e i 4,8 gradi centigradi, che avrebbe effetti catastrofici in particolare sui Paesi più poveri; di conseguenza, più di 250milioni di persone rischiano di essere sfollate a causa dei cambiamenti climatici.
“In mancanza di una netta inversione di rotta, secondo le stime recenti dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, le emissioni mondiali di CO2 da processi energetici continuerebbero a crescere dell’8% fino al 2030 – ha specificato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – dai 32,2 miliardi di tonnellate del 2013 crescerebbero a 34,8 miliardi, anziché diminuire a 25,6 miliardi come previsto dalla traiettoria necessaria per limitare l’aumento della temperatura media globale a non più di 2°C, soglia di sicurezza concordata. La Cina, in particolare, emetterebbe 3,7 miliardi di tonnellate in più di quelle previste, mentre gli USA 1 miliardo in più”. “Dal 1990 al 2014 le emissioni sono cresciute di oltre il 30% e la concentrazione di gas serra ha superato le 400 parti per milione, la più alta degli ultimi 800mila anni. Per poter restare, con una probabilità superiore al 50%, entro l’aumento di 2°C, le emissioni mondali di gas serra nel 2050 dovrebbero essere tagliate del 40-70% rispetto a quelle del 2010”, ha aggiunto Ronchi.
