Dagli USA arriva un ulteriore stimolo per contrastare i cambiamenti climatici: le parole di Obama in Alaska
L’amministrazione Obama è tornata a lanciare ieri un appello affinché ci sia un impegno su scala globale a lottare contro il riscaldamento climatico. Il messaggio è semplice: le conseguenze osservate soprattutto nell’Artico presto colpiranno il resto del mondo a meno che non si faccia di più per ridurre le emissioni di gas serra. Intervenendo alla GLACIER Conference ad Anchorage, in Alaska, il segretario di Stato John Kerry ha avvertito: i “cambiamenti sismici” delle temperature e dei livelli dei mari potrebbero presto provocare ondate di nuovi rifugiati costretti ad abbandonare le loro case o a lottare per acqua e generi alimentari. “Credete che oggi la migrazione sia una sfida all’Europa per via dell’estremismo.

All’evento – pensato per alzare la guardia in vista del summit sul clima dell’Onu che si terrà a Parigi (Francia) a dicembre – John P. Holdren, il direttore della Scienza e tecnologia alla Casa Bianca, ha presentato un rapporto sullo scioglimento dei ghiacciai, aull’innalzamento dei mari e aull’aumento degli incendi boschivi che quest’anno hanno già bruciato 31 milioni di acri in Alaska, Canada e Russia. “Adesso gli incendi si stanno verificando anche nella tundra, cosa che di solito non succedeva”, ha dichiarato Holdren secondo cui senza una riduzione delle emissioni le temperature saliranno a livelli oltre i quali provocheranno – dicono gli scienziati – conseguenze drastiche e potenzialmente letali. Gli Stati Uniti stanno facendo la loro parte. All’inizio del mese scorso Obama ha lanciato il Clean Power Plan, “un passo importante e storico”, una misura “giusta e flessibile pensata per rafforzare il trend in rapida crescita verso un’energia più pulita e meno inquinante” in America, aveva detto l’amministrazione Obama. L’obiettivo è ridurre entro il 2030 le emissioni negli impianti energetici esistenti del 32% dai livelli del 2005. E dopo avere ottenuto lo scorso anno l’impegno dalla Cina, la principale fonte di emissioni al mondo, gli Usa sperano di ottenere a Parigi quello che Kerry ha chiamato un “accordo sul clima davvero ambizioso e globale”.
