Non solo piadina e lasagne: ecco Forlì-Cesena, la provincia dalle mille storie
“Romagna mia, Romagna in fior, tu sei la stella, tu sei l’amor” canta Casadei, nella sua ode a questa meravigliosa terra, ricca di amore, di gioia, di allegria, di ricordi per tutti i cittadini e per tutti quei turisti che ogni anno riportano a casa, un pezzo di Romagna. L’Emilia, però, ha anche tante ferite difficili da rimarginare, il terremoto del 2012 e l’alluvione di qualche giorno fa, ne sono testimonianza. Gli emiliani, però, sono un popolo forte che sta cercando, con enormi difficoltà di rialzarsi e ricostruire un futuro di benessere, che sembra ancora lontano. Oggi, però, parleremo di una delle fantastiche città emiliane.
Forlì-Cesena, inizialmente nate come due città distinte e separate, diventano nel 1992 provincia unica. Simbolo della provincia è il Gonfalone, un drappo rosso e azzurro con ricami d’oro, insignito della medaglia d’oro per la Resistenza, viene utilizzato nelle cerimonie ufficiali. Dal punto di vista storico, sembra essere stato ritrovato un collegamento al periodo preistorico, dato dal Monte Poggiolo e dal Colle Garampo. Nel 1983 furono trovati, infatti, alcuni reperti risalenti ad oltre ottocentomila anni fa, che testimonierebbero la presenza di ominidi del Paleolitico. Furono, però, i Romani a fondare quella che sarebbe stata poi Forlì, fondando la colonia Forum Livii. Posero le basi, per quella che oggi è la Basilica di San Vicinio, dedicata all’omonimo vescovo, che usava pregare con una catena al collo, in esposizione alla Basilica e che molti fedeli indossano, per invocare l’aiuto di Dio contro il male. Di questo
periodo sono, anche, la Basilica di Santa Maria Assunta e l’Abbazia di Sant’Ellero. Nel 2005, sono anche state scoperte le Fornaci Romane ed è stato aperto il parco archeologico del Colle Garampo, sede di numerosi reperti romani. Forlì e Cesena, diventano parte dell’esarcato di Ravenna, sono invase dai longobardi, che durante la loro guerra con i bizantini distruggono l’edificio originario del Pieve di San Giovanni in Compito.
Arriva l’epoca dei Comuni e delle Signorie e Forlì e Cesena si proclamano liberi comuni. Più o meno di questo periodo è la Rocca di Bertinoro, che ospitò anche Federico Barbarossa. Nel 1283, arriva però uno storico scontro, che prende il nome di Battaglia di Forlì, in cui il Papa Martino VI si scontra con il conte Guido di Montefeltro, nel tentativo del primo di poter sottomettere Forlì, tentativo che fallirà del tutto. A questo periodo appartiene una delle mete ambite di molti pellegrinaggi, la Basilica di San Pellegrino Laziosi, che custodisce il corpo dell’omonimo santo. Forlì, città fortunata, ospiterà per un periodo, un personaggio molto illustre, che esiliato da Firenze trova riparo e dimora, in questa terra. E’ il celebre Dante. Ospitato dai signori di allora, gli Ordelaffi, che avranno numerosi scontri con il Cardinale Albornoz, che culmineranno nella distruzione di Forlì e nel loro esilio. Stessa sorte tocca a Cesena, distrutta dalle truppe papali, che verrà concessa successivamente signoria della famiglia Malatesta, a cui si deve la costruzione della biblioteca omonima, che è stata inserita nel Registro della Memoria del Mondo e anche la Rocca Maletesiana che ospita, oggi, il Museo dell’Agricoltura e della Ceramica. I Malatesta, sono famosi anche per un altro motivo. Ricordate il canto dell’Inferno, che ogni persona romantica adora??? Si, il V Canto. Paolo e Francesca. Quel Paolo, dannato per sempre per l’amore per Francesca, non è che Paolo Malatesta, che costruì il Castello di Giaggiolo e poi anche il Castello Malatesiano. Di questo periodo è anche la Cattedrale di S. Giovanni Battista, in cui troviamo le spoglie di S. Mario. Dante non sarà l’unico personaggio, presente a Forlì, nel 1500 Forlì e Cesena passano sotto il controllo di Cesare Borgia e avranno il piacere e l’onore di ospitare un’altra figura celebre dell’epoca, Leonardo da Vinci, che progetta il porto di Cesenatico. Nei primi anni del ‘500, passate sotto il dominio papale, fu costruita la Concattredale di Santa Caterina, sulle rovine dell’oratorio della Santa. Unico reperto di questo periodo è un crocifisso, che ha una storia particolare. Si dice, infatti che fu costruito da un pellegrino, che ricavò il materiale da un fico. Il 1800 è un secolo ricco di avvenimenti per questi due comuni. Dopo essere stata sotto il dominio papale, viene riconosciuta l’autonomia comunale, per poi, nel 1848 richiedere un governo provvisorio. Altri due personaggi approdano nel porto Cesenatico, sono Giuseppe e Anita Garibaldi. In questo periodo sono aperte la Pinacoteca di Cesena, il Museo archeologico di Sarsina, e fu ricostruito interamente l’Eremo di Montepaolo, dedicato a s. Antonio da Padova, a cui è attribuita una miracolosa guarigione in quell’area. Facendo un salto storico, arriviamo al fascismo. Terra natia di Mussolini, che abiterà anche nella Rocca delle Caminate, l’Emilia prenderà parte alla guerra di resistenza, tanto che proprio Forlì sarà la prima città a fondare la prima repubblica partigiana. La seconda guerra mondiale lascia, però il segno in queste due città, che vedranno la distruzione del Teatro Comunale, della Torre Civica e della Chiesa di San Biagio. Dal Dopoguerra, Forlì e Cesena divengono centri culturali rinomati. Grazie a questo, infatti, oggi possiamo visitare il Museo Archeologico Civico di Forlimpopoli e il Museo Archeologico di Cesena, menzionato anche dall’UNESCO. E, infine, il Parco Nazionale. Accanto a questo troviamo, anche il Giardino Botanico Valbonella e la Riserva Naturale di Scardavilla. Dal clima sub-continentale, con estati afose e inverni rigidi, la provincia di Forlì- Cesena offre paesaggi mozzafiato, dalla Cascata dell’Acquacheta, alle Marmitte dei Giganti, al Lago di Quarto, alla Sorgente del Tevere, al Vulcano del Monte Busca per finire all’Oasi Marina Costiera.
La Romagna è la patria del buon cibo e della piadina, dalle pappardelle, alle lasagne, agli strozzapreti, ai passatelli in brodo, alle frappe preparate nel periodo di Carnevale.Per chi non è amante della pace e della tranquillità, consigliamo diversi eventi. Per chi si trova nella zona, tra qualche giorno potrà partecipare alla Festa dell’800, dove il borgo di Modigliana va indietro nel tempo e ripropone un’ambientazione ottocentesca, con cibo, musica, balli dell’epoca e un’esposizione, per le via del borgo, dei dipinti di Silvestro Lega. Per i buongustai, a Cesena dall’2 al 4 Ottobre, si terrà il Festival del cibo da strada, oltre alla degustazione del cibo, ci saranno seminari, rappresentazioni teatrali e buona musica. Da non perdere anche l’International Film Festival dedicato ai cortometraggi, che si terrà dall’8 Ottobre al 17. Accanto a questi eventi ricordiamo anche, l’annuale appuntamento di Fattorie Aperte, in cui le fattorie offrono itinerari alla scoperta delle origini del cibo, la Festa Artusiana, in onore di di Pellegrino Artusi, in cui sono previste degustazioni, mostre, musica e spettacoli teatrali. Ancora, il Santa Sofia Buskers Festival che ospita artisti di strada provenienti da tutto il mondo.