La passione per il viaggio, nasce soprattutto dal desiderio di scoprire e conoscere qualcosa di nuovo, che possa facilmente lasciarci senza parole. Abitualmente, associamo il viaggio e la conoscenza del mondo a posti esotici e lontani da noi. Perdiamo di vista, ciò che ci circonda, evitando di conoscere e scoprire luoghi meravigliosi e nascosti nel nostro territorio. In Piemonte, in provincia di Torino, c’è una piccolo comune di appena 20.000 abitanti, che si estende nell’area del Cavanese, il suo nome è Ivrea. Ivrea ha una storia secolare, fondata dai romani, le viene inizialmente dato il nome di Eporedia, la cui radice riconduce alla attività del popolo di domatori di cavalli; attività che rimane una caratteristica fondamentale tanto che la festa di San Savino, patrono della città, prevede una mostra di cavalli da utilizzare nello storico Carnevale. Circondata dal fiume Dora Baltea, Ivrea è collocata al centro di un anfiteatro morenico, creato dal trasporto di alcuni sedimenti durante lo scioglimento di alcuni ghiacciai. La sua posizione, fa si che essa sia un passaggio obbligatorio per coloro che vogliono giungere nella vicina Valle D’Aosta. Suddivisa in diverse frazioni, Ivrea è l’ideale per coloro che vogliono vivere nella pace e nella tranquillità, dal clima temperato (sconsigliato il mese di maggio per chi odia la pioggia), Ivrea offre paesaggi incantevoli. Conoscere Ivrea significa prima di tutto conoscere la sua storia romana e medievale. Per chi è appassionato di storia romana, da non perdere è l’anfiteatro costruito intorno alla metà del I secolo a.C. di cui rimangono solo alcune mura e cunicoli destinati agli animali; l’horreum, cioè un granaio, di epoca romana rivenuto durante alcuni scavi, in cui sono emersi ulteriori reperti dell’età augustea, la Porta Pretoria e il Teatro Romano di cui è rimasta solo la presenza di qualche gradinata. Il foro e il tempio che sorgeva proprio li dove si trova l’attuale Duomo e ancora il Sarcofago di Caio Atecio Valerio. Infine, l’aera archeologica dell’hotel ” La Serra”, il cui nome è dovuta proprio ad alcuni scavi compiuti mentre si costruiva l’Hotel, che hanno portato alla luce resti romani.
Il periodo medievale vede Ivrea come ducato longobardo e successivamente contea franca. Nell’anno 1000 diviene capitale della regione Canavese, trasformata in regno, il cui sovrano è il marchese Arduino da Pombia. Figura che è ricordata per i suoi contrasti con il vescovo Warmondo, tanto da essere scomunicato. Alla morte di Arduino, Ivrea tornerà sotto il dominio episcopale. Ricordo di questo passaggio è la Torre di Santo Stefano. Nel XII, dopo vari tentativi di affermazione del potere dei Monferrato e dei Savoia, Ivrea si trasformò in un perfetto scenario di scontri e di potere tra questi, il vescovo e altri nobili; tanto che fu il maggior centro di scontri durante la rivolta contadina che prese il nome di tucchinaggio. Nonostante questo, la città rimase per lungo periodo sotto il dominio dei Savoia. Di questo periodo è consigliabile visitare la Piazza Nazionale, nata come piatta in onore del re di Savoia e trasformata solo nel 1944, come una piazza in onore di Ferruccio Nazionale, impiccato proprio qui. Il Castello fatto edificare dal Conte Verde, cioè Amedeo VI di Savoia e ricordato anche da Carducci. E infine, il Santuario di Monte Stella affiancato dalla Cappella dei Tre Re, che pare debba la sua costruzione a S. Francesco. Ivrea, però, è nota, soprattutto, per essere sede delle industrie Olivetti fino agli anni ’80, qui numerosi sono i letterati e gli scrittori che hanno lavorato presso queste industrie. La scelta di inserire numerosi letterati nell’organico, era collegata all’idea che fosse necessaria unire ad una conoscenza tecnico-scientifica una umanistica. A questo periodo sono ricollegati il Ponte Vecchio e il Borgetto, con un’artistica fontana dedicata a Camillo Olivetti e anche la Chiesa di San Bernadino, che per qualche tempo fu trasformata in una abitazione per questi.
Ivrea ha in sé anche una comunità ebraica, tanto che potrebbe essere anche visitata, per chi fosse interessato, la Sinagoga.
Per chi non mastica la cultura, ma ama masticare ben altro, consigliamo alcuni piatti tipici da non perdere. Per gli appassionati di dolci consigliamo la torta Novecento, che fu creata alla fine dell’Ottocento per dare il benvenuto al nuovo secolo. La ricetta però è del tutto segreta ed è possibile assaggiarla solo ad Ivrea. Ancora gli eporediesi, dei biscotti croccanti dal cuore tenero, e la polentina di Ivrea, una piccola torta dalla consistenza morbida.
Tra gli eventi importanti da non perdersi ad Ivrea c’è sicuramente lo storico Carnevale famoso in tutto il mondo. L’edizione 2016 si terrà dal 6 Gennaio al 10 Febbraio. La storia di questo evento, ha origini molto antiche. La leggenda narra che, Violetta figlia di un mugnaio, fu presa di mira dal tiranno del luogo che reclamava il diritto per lo jus primae noctis. Violetta ordì così il suo piano. Fingendo di essere lieta di tale invito, decise di andare al Castello. Nascosto un pugnale tra i capelli, arrivo al tiranno e lo uccise. Dopo diede il segnale al popolo, che stanco delle numerose tasse, diede vita ad una ribellione contro i nobili.
Il Carnevale riporta tali dinamiche, in una vera e propria trasposizione dell’evento, con costumi, marce e battaglie. Figura fondamentale è la mugnaia, scelta ogni anno da un comitato tra le famiglie di Ivrea. Accanto a lei, il Generale con lo Stato Maggiore, che anima e controlla il buon funzionamento dell’evento. Apice dell’evento è la famosa battaglia delle arance, in cui il popolo a piedi lancia le arance alle armate del feudatorio, protette da armature e poste sopra dei carri. In segno di adesione, la popolazione i visitatori indossano dal martedì grasso il berretto frigio, una calza rossa che indica l’adesione alla ribellione secondo principi di libertà. Il martedì grasso, si celebra l’ultima importante e toccante tappa; che sancisce la fine del carnevale e ricorda l’appuntamento per giovedì prossimo. In rigoroso silenzio, il generale, lo Stato maggiore e i cittadini marciano fino a piazzaOttinetti. Le uniche cose che si sentono sono lo strascicare delle spade e i tamburi.
Ivrea è una piccola e tranquilla cittadina, ricca di storia, cultura e divertimento. Tra magia e storia, Ivrea può essere un’ottima meta turistica per molti italiani e stranieri.