La tempesta tropicale “Fred” si allontana sull’Atlantico dissipandosi a largo delle coste africane occidentali
Dopo aver sferzato le isole di Capo Verde allo status di uragano di 1^ categoria della Saffir-Simpson, un evento davvero unico nella storia visto che dal 1900 nessun uragano è riuscito ad investire direttamente il piccolo stato insulare africano, “Fred” ha ripreso indisturbato la propria corsa verso nord-ovest, in pieno Atlantico. Nella giornata di ieri il sistema si è fortemente indebolito, fino a giungere al punto di dissiparsi, a causa dell’uscita dalle coste della Mauritania di un esteso flusso di aria molto calda e secca, carica di polvere desertica, che è penetrata all’interno della circolazione di “Fred”, inibendo le fasce di convenzione presenti attorno al nucleo centrale della tempesta. In pratica il flusso di aria calda e secca di origine desertica sta letteralmente mangiando l’ormai ex uragano.

Osservare lo sviluppo di cicloni o tempeste tropicali a queste latitudini è veramente raro, ma non del tutto impossibile. Infatti ci troviamo ai limiti del cosiddetto “cimitero degli uragani atlantici”, lì dove vanno a morire o si dissipano, evolvendosi in profonde depressioni extratropicali, tutti i cicloni tropicali che dai Caraibi o dal Golfo del Messico risalgono l’East Coast degli USA. Quest’anno le condizioni meteo/climatiche inerenti la distribuzione dei venti nei medi e bassi strati e le temperature delle acque superficiali oceaniche, che superano i +27°C a sud delle Azzorre, depongono a favore per lo sviluppo e la strutturazione di aree depressionarie di natura tropicale, a cuore caldo, anche nel bel mezzo dell’Atlantico, parecchie centinaia di miglia a largo delle coste marocchine e portoghesi. Attualmente la tempesta tropicale “Fred”, nonostante si trovi circondata da un flusso di aria molto secca e calda in uscita dai deserti del Mali e della Mauritania, grazie alle sue piccole dimensioni tende ad organizzarsi, spostandosi verso est e avvicinandosi progressivamente in mezzo all’oceano.