Scienziati di tutti il mondo al lavoro per garantire un futuro all’umanità e all’intero universo
Le calamità naturali, come violente tempeste, tornado e tsunami, potrebbero non essere più una minaccia per l’umanità; volare dall’Europa all’altro capo del mondo potrebbe richiedere meno di un’ora; si potrebbe viaggiare nel tempo, arrivando a conoscere alla perfezione, e non solo in via ipotetica, le origini e la realtà attuale dell’universo; la fine del mondo potrebbe essere evitata, garantendo così vita eterna all’umanità.
I progetti sono di quelli importanti, di quelli che, se portati a termine, potrebbero cambiare le sorti del mondo e tutta la nostra storia futura, in un modo che oggi sembra solo fantascientifico.
Secondo gli scienziati il problema potrebbe essere risolto grazie ad un particolare sensore che verrebbe incorporato in un satellite, il quale potrebbe essere lanciato nello spazio già il prossimo anno, permettendo così di anticipare di diversi minuti le grosse catastrofi naturali, come i tornado.
Un altro strumento al vaglio degli scienziati è un nuovo Solar Ultraviolet Imager (Suvi) , che sarà in grado di seguire episodi geomagnetici e di ridurre al minimo i disagi e i danni dovuti a questo tipo di eventi.
Un’ulteriore tecnologia destinata a cambiare il mondo, è il geoCARB , che si sta sviluppando in collaborazione con l’Università dell’Oklahoma. Si tratta di un dispositivo in grado, tra le altre cose, anche di misurare i livelli di carbonio nell’atmosfera terrestre, per aiutarci a gestire l’influenza e gli effetti che l’elemento in questione ha sulla vita nel nostro pianeta.

Il volo ipersonico potrà trovare anche fortunata applicazione nel campo della difesa e in caso di una crisi umanitaria, quando potrebbe permettere di fornire aiuti molto più velocemente di quanto accade ora, sebbene il costo del viaggio sarà sicuramente molto alto nei primi anni.
NIRCam, questo il nome dello strumento che permetterà di ottenere questi sensazionali risultati e che sarà lanciato nello spazio a bordo del telescopio spaziale James Webb, ad ottobre del 2018, dalla Guiana francese, funziona rilevando la luce attraverso l’utilizzo di coronografi, strumenti che permetterebbero agli astronomi di scattare foto di oggetti molto deboli e quasi eterei, posizionati intorno a un oggetto luminoso centrale. Sarà quindi in grado, secondo gli scienziati, di creare immagini dettagliate delle prime stelle e galassie apparse durante il processo di formazione dell’universo. I coronografi di NIRCam funzionano in modo simile a una mano alzata sugli occhi per aiutarci a schermare il sole, permettendoci di vedere meglio senza essere accecati dalla luce.
Gli scienziati della NASA e della Lockheed Martin stanno ora cercando di trovare un modo per prevenire questo tipo di evento, monitorando più di 1.400 asteroidi che potrebbero causare danni significativi, studiandone il percorso e l’eventuale velocità d’impatto.
Tutti i dati raccolti nel corso di queste complesse ricerche, dunque, possono aiutare a comprendere meglio l’ambiente e lo spazio che ci circondano, riuscendo così a farci capire il nostro più remoto passato, in modo da poter preservare il futuro della Terra e dell’intera umanità.
