“Effetto weekend”, il cardiologo: sabato e domenica meno medici esperti in ospedale

“Per eliminare l’effetto weekend bisognerebbe ripensare l’organizzazione dei servizi, con costi non certo indifferenti”

L”effetto weekend’ per chi si ricovera in ospedale “non è una novità: sabato e domenica sono di turno meno medici esperti, perché le guardie le fanno i dottori più giovani. E diventa più complicato eseguire gli esami perché i servizi di diagnostica funzionano meno. Insomma, per eliminare l’effetto weekend”, confermato da una ricerca britannica che parla di 11 mila morti l’anno in più fra i ricoverati del fine settimana, “bisognerebbe ripensare l’organizzazione dei servizi, con costi non certo indifferenti”. Lo afferma all’AdnKronos Salute Antonio Rebuzzi, professore di Cardiologia presso l’Università Cattolica di Roma e direttore della Terapia intensiva cardiologica del Policlinico Gemelli. Turni, lavoro festivo e disponibilità di medici, infermieri, tecnici e macchinari per interventi ed esami hanno infatti costi importanti. “Normalmente in ospedale si dà priorità ai casi più gravi, mentre i meno gravi si possono rinviare; se però questo in un giorno normale si traduce in uno spostamento di 24 ore, per chi si ricovera nel weekend ne possono passare 48 o più. Inoltre la radiologia e i servizi diagnostici in genere si interrompono il sabato, mattina o pomeriggio, e la domenica”, spiega Rebuzzi. Un’eccezione è quella rappresentata dalle terapie intensive. “Queste strutture ad alta specialità funzionano 24 ore su 24, e possono contare sempre su medici esperti e sulla possibilità di eseguire interventi, nel mio caso quelli cardiovascolari, ed esami mirati”. Lo stesso accade per le rianimazioni. “In caso di patologia acuta cardiovascolare – conclude l’esperto – l’assistenza nelle Utic è garantita h24 sette giorni su sette”.