“La sostenibilità è una grande opportunità per costruire un cambiamento culturale”
L’educazione alla sostenibilita’ e l’ambiente sono stati al centro della terza giornata della settimana di protagonismo dell’Emilia-Romagna. Durante tutto il giorno il pubblico e’ stato coinvolto nella Piazzetta dell’Emilia-Romagna con video, laboratori sensoriali a giochi interattivi facendo conoscere e partecipare, in modo divertente, i visitatori alle attivita’ di educazione, formazione e comunicazione di cittadinanza promosse dalla Regione e dai Centri di educazione alla sostenibilita’. La giornata e’ stata anche l’occasione per presentare la Rete di educazione alla sostenibilita’ (Res) e il nuovo sito regionale su Educazione alla sostenibilita’. “In Piazzetta abbiamo messo a disposizione dei visitatori – ha sottolineato l’assessore regionale all’educazione alla sostenibilita’ Emma Petitti – i progetti educativi trasversali che la Regione sta portando avanti insieme ai Centri di educazione alla sostenibilita’ e alla Rete regionale Res -Una testimonianza della qualita’ delle attivita’ educative. La presenza a Expo e’ stata una occasione per dialogare con i visitatori, valorizzare le pratiche educative del territorio e cogliere questa opportunita’ per promuovere un cambiamento culturale: e’ strategico continuare a giocare la carta educativa nei processi di cambiamento. Un cambiamento culturale necessario a livello globale: e’ la sfida della sostenibilita’, che l’Emilia-Romagna raccoglie anche grazie alle competenze della rete di cui dispone”. La presentazione e’ stata accompagnata dal video “La rete dell’educazione alla sostenibilita’ dell’Emilia Romagna a Expo 2015” che in 4 minuti traccia una carta di identita’ della Res. “La sostenibilita’ e’ una grande opportunita’ per costruire un cambiamento culturale poiche’ – ribadisce l’assessora all’Ambiente Paola Gazzolo – la cultura del Novecento oggi non basta piu’. Nelle riflessioni serve far diventare patrimonio comune la biodiversita’ e la sostenibilita’, anche dal punto di vista sociale ed economico. La tutela e la valorizzazione degli ecosistemi sono la prima risposta che possiamo dare per la sicurezza del territorio, lo dico pensando anche alla recente alluvione a Piacenza. Un uso corretto e attento delle risorse costituisce la prima misura di prevenzione per la sicurezza e la qualita’ della vita nei territori”. Delle due nuove riserve “Man and Biosphere” dell’Unesco ne hanno parlato oggi a Expo nello Spazio dell’Emilia-Romagna l’assessore regionale all’Ambiente Paolo Gazzolo, il sindaco di Comacchio Antonio Fiorentini, il presidente del Parco Nazionale dell’Appenino Tosco Emiliano e il produttore di Parmigiano Reggiano biologico del Parco Franco Ablondi. L’Appennino Tosco Emiliano e il Delta del Po, tra Emilia-Romagna e Veneto, sono entrati a pieno titolo a far parte nelle Rete delle riserve “Man and Biosphere” dell’Unesco. In tutto il mondo vi sono attualmente 651 Riserve della Biosfera in 120 paesi, di cui 13 in Italia e la decisione dell’inserimento e’ stata comunicata durante i lavori del Consiglio Internazionale della Rete mondiale riunito a Parigi nel giugno 2015. Due territori molto diversi, accomunati dal riconoscimento di una storica ed equilibrata relazione fra la comunita’ umana e gli ecosistemi naturali e, da quest’anno, ancora piu’ impegnati a promuovere la ricerca, la sperimentazione, la formazione, l’educazione e la conoscenza al fine di conservare la biodiversita’ e migliorar e il benessere complessivo delle popolazioni residenti.
