Expo: in Sardegna 2 pecore per abitante, pastoralismo e longevità

“La pratica plurimillenaria della pastorizia ha forgiato i tratti salienti del paesaggio della Sardegna. Se scomparissero verrebbe compromesso anche il paesaggio sardo”

La Sardegna e’ nel Mediterraneo la terra in cui e’ piu’ alta la concentrazione di pecore: due ogni abitante, oltre 3 milioni di capi ovini per 1,5 milioni di persone. L’isola e’ la piu’ grande produttrice di formaggio pecorino e figura al primo posto anche nel commercio internazionale di pecorini, pari al 60% di tutto il valore annualmente scambiato, 150 milioni di dollari. All’Expo di Milano la Sardegna si e’ messa in luce anche per questa peculiarita’ della sua cultura e della sua economia, facendo conoscere il valore del pastoralismo, strettamente legato alla longevita’ dei sardi. “Con 3 milioni di ovini, 250mila caprini, 200mila bovini rustici, siamo la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo“, ha spiegato il presidente dell’Ara Sardegna Sandro Lasi, al convegno “Sardegna l’isola del pastore e della longevita'”, promosso dalla stessa Aras e ospitato nel Padiglione dell’Associazione nazionale degli allevatori. “Il 70% della superficie isolana e’ destinata al pascolo”, ha ricordato Lasi. “Gli erbivori domestici traggono dalle essenze foraggere spontanee o coltivate oltre l’80% dei loro fabbisogni nutritivi. Questo rende inscindibile il legame dell’elevata qualita’ dei prodotti caseari e delle carni dalle forme paesaggistiche in cui sono ottenuti“. “I pastori sono i padri della cultura e dell’identita’ sarda“, ha evidenziato l’antropologo di Bitti (Nuoro) Bachisio Bandinu.

sardegna (1)Grazie alle loro intuizioni hanno investito nell’istruzione, regalando alla Sardegna uomini di spessore e cultura. I grandi personaggi della nostra storia sono tutti figli di pastore“. “E’ provato scientificamente“, ha detto il direttore dell’Aras Marino Contu, “che i prodotti derivanti da animali che pascolano hanno effetti positivi sulla salute dell’uomo, perche’ sono ricchi di sostanze nutraceutiche. E le pecore sarde, a differenza delle altre, hanno una predisposizione genetica che favorisce questo arricchimento dovuto all’azione di selezione del pastore avvenuta nei millenni per le pecore che presentavano una piu’ marcata attitudine al pascolamento. Queste sostanze sono trasferite all’uomo. Il Cla, contenuto nel latte, e’ trasferito completamente nelformaggio e nella carne senza perdite. La prova concreta l’abbiamo nell’alto numero di centenari. Siamo la seconda regione piu’ longeva del mondo dopo Okinawa: abbiamo 22 centenari ogni 100mila abitanti. E il 90% di loro si e’ nutrito con prodotti derivanti dal latte ovino“. La pastorizia sarda ha effetti diretti sulla salute dell’uomo ma anche indiretti grazie “alla cura e la gestione di questa vasta area di superficie destinata al pascolamento da parte dei 15mila pastori e dalle loro famiglie“, ha rimarcato Lasi. “La pratica plurimillenaria della pastorizia ha forgiato i tratti salienti del paesaggio della Sardegna. Se scomparissero verrebbe compromesso anche il paesaggio sardo. Si perderebbe la biodiversita’ e la capacita’ economica del sistema. La nostra e’ una pratica fortemente legate al territorio, in cui gli animali sono allevati all’aperto rispettando il benessere. Gli oltre 460 milioni di litri di latte prodotti da pecore che hanno brucato 4 milioni di tonnellate di erbe, hanno per questo motivo, sapore di Sardegna e veicolano sostanze ad azione benefica dovute proprio al pascolamento di essenze erbacee naturali. Sostanze che ritroviamo anche nella carne di agnello“.