Uno dei posti più remoti e bellissimi che il pianeta potesse regalarci è in pericolo: colpito dall’inquinamento, la mano dell’uomo è arrivata fin lì
Inquinamento, riscaldamento climatico, allargamento del buco dell’ozono, specie in via d’estinzione etc. sono conseguenze dell’operato dell’uomo, che negli anni non ha mai rinunciato ad operare anche a discapito dell’ ambiente circostante. Da qualche anno a questa parte, visto l’incremento di disastri naturali, vi è un’attenzione particolare alle tematiche ambientali, con politiche volte al rispetto dell’ambiente e delle specie animali. Nonostante gli sforzi, la strada è ancora lunga e sono molti i luoghi a rischio. Addirittura, pare che uno dei luoghi più lontani, remoti e suggestivi sia a rischio. Si tratta del Gran Canyon.

Secondo alcuni studi condotti dallo U.S. Gelogical Survey, il fiume Colorado che scorre tra le imponenti rocce del Gran Canyon, presente un livello minimo di selenio e mercurio. Tale presenza è dovuta alla riapertura di una miniera di uranio e alla costruzione di una cabinovia e altre attrazioni per i turisti. I metalli pesanti minacciano i pesci e le forme di vita che abitano il fiume, che potranno subire malformazioni o vedere inibite le proprie capacità motorie. A rischio, però, anche le specie animali di zone vicine; in quanto sono molti gli insetti, gli uccelli e i pipistrelli che si spostano da una parte all’altra portando con sé queste sostanze. Questo studio fomenta ancora la discussione che da anni interessa ambientalisti e la tribù dei Navajo, che lottano contro i grandi interessi delle multinazionali. Queste, mirano ad accrescere il valore del Gran Canyon con progetti rivolti ai turisti attraverso la costruzione di punti di ritrovo, funivie, abitazioni. Sono circa 40.000 i turisti che visitano abitualmente il Canyon, producendo rifiuti. La seconda minaccia, forse la più importante è l’estrazione di uranio dalle miniere che, metterebbe a serio pericolo il territorio e le specie animali che lo abitano. Gli ambientalisti di tutto il mondo chiedono quindi all’amministrazione Obama, di poter intervenire con un piano d’azione che possa tutelare il territorio del Gran Canyon e di attuare quella politica di sospensione dell’estrazione di uranio, che lo stesso Obama aveva promesso di applicare.