I quattro più famosi e simpatici truffatori del ‘900

Famosi truffatori dello scorso secolo: due su quattro sono di origine italiana

Sono criminali, sono da perseguire penalmente, i loro comportamenti vanno condannati. Ma diciamoci la verità, chi non ha mai voluto avere la genialità dell’eccellente truffatore? Quello da film cinematografico, quello che se le cava sempre, o quasi, e diventa persino simpatico con la sua diabolica intelligenza. E non solo il cinema, ma anche la storia reale è piena di geni delle truffe, e già solo il 1900 ne ha visti nascere ed agire numerosi.

Oscar Hartzell, nato nel 1876, era figlio di un contadino dello stato americano dello Iowa. Inizialmente era lui stesso la vittima designata di una truffa da parte di una coppia di imbroglioni. Quando però si rese conto del tentativo di raggiro messo in atto dai due, decise di volgere la situazione a proprio favore e prese le redini della truffa migliorandola e facendone una enorme fonte di guadagno.

Contattò centinaia di americani che avevano una cosa in comune: il cognome Drake. Fece credere loro di essere dei lontani parenti di Sir Frances Drake, morto trecento anni prima, e li convinse ad intentare una causa contro il governo britannico che, a suo dire, non aveva mai pagato agli eredi la tenuta del famoso pirata. Non solo promise loro di fargli ottenere la proprio parte, ma anche tutti gli interessi maturati in tre secolo.

Abboccarono in tanti, grazie alla maestria con cui Hartzell seppe raggirarli e, trasferitosi a Londra dove si fece passare per un barone, riuscì a farsi mandare migliaia di dollari, che sarebbero dovuti servire per intentare la causa. i creduloni che lo presero sul serio gli inviarono ancora più denaro dopo il 1929, anno del crollo della Borsa di Wall Street.

Ma la bella vita fu breve. Scovato dalla polizia britannica venne arrestato e rimpatriato nel 1933. Morì nell’ospedale del carcere dieci anni dopo. Fino alla fine molte delle persone truffate rimasero convinte della sua innocenza.

Charles Ponzi, in origine Carlo Ponzi, nacque in Italia del 1882 ed emigrò in seguito negli Stati uniti, dove divenne uno dei più grandi truffatori nel campo degli affari. Nel corso dei suoi raggiri finanziari cambiò diversi nomi, ma dal suo cognome originale deriva l’espressione “Schema Ponzi”, usato anche oggi per indicare il meccanismo di truffa che mise in atto.

Appena arrivato nel Usa iniziò imbrogliando i suoi stessi connazionali, ovvero gli altri emigranti italiani: chiedeva loro dei soldi da destinare ad investimenti di vario genere che garantivano un elevato rendimento annuo. Dopo qualche tempo restituiva anche dei guadagni, che erano in realtà frutto di altro denaro investito da altri, e gli investitori gli affidavano quindi cifre più alte. Ponzi allargò la sua truffa a livello nazionale, e tutto andò bene fino a quando una grossa fetta di investitori non gli chiese indietro il proprio denaro.

Il tracollo per Ponzi avvenne quando un giornalista del Post, insospettito dalle ingenti quantità di denaro che entravano nella società dell’uomo, assoldò un investigatore privato per venire a capo della faccenda. Nel 1920 il grande truffatore viene arrestato e morirà poi da uomo libero, nel 1949, a Rio de Janeiro.

Ponzi, anche dopo la sua morte, ha continuato comunque a fare scuola e numerosi truffatori cercarono di seguire il
suo esempio e il suo ormai celebre schema.

Divenuto famoso grazie al grande film di Stephen Spielberg “Prova a prendermi”, Frank William Abagnale Jr. èabagnale un ex truffatore statunitense. Negli anni ’60, per cinque anni, ha messo in piedi una delle truffe più ingegnose di sempre, incassando più di 4,5 milioni di dollari in 26 diversi paesi e assumendo una decina di identità differenti.

Nato nel 1949 da madre francese e padre di origine italiana, Frank aveva solo sedici anni quando i suoi genitori divorziarono e lui decise di scappare, andando a vivere da solo a New York. Minorenne e senza soldi, modificò la sua patente per fingere di avere 26 anni e iniziò a falsificare assegni che andava periodicamente ad incassare. Riuscì a farsi passare dapprima per un insegnante, poi per un pilota di aerei, in seguito per un medico e infine per un avvocato. Aveva solo 19 anni quando entrò a fare parte di uno dei più grandi studi legali americani.

La sua carriera terminò in Francia nel 1969 dove fu arrestato ed riportato in patria. La condanna prevedeva dodici anni di reclusione, ma Frank ne scontò solo cinque, a condizione che iniziasse a collaborare con la polizia, a titolo gratuito, nel corso di indagini per frodi fiscali.

Oggi dirige la Abagnale and Associates, una compagnia di assistenza per frode finanziaria, vive in Oklahoma con la moglie e tre figli, ed è multimilionario. Oltre ad essere stato impersonato da Leonardo DiCaprio per il film di Spielberg, viene regolarmente invitato come ospite di programmi televisivi americani e inglesi.

Nato nel 1963, Carlos Henrique Raposo, detto in seguito Kaiser, è riuscito a farsi passare per calciatore professionista e a farsi assumere da team brasiliani, messicani e francesi, pur senza aver mai giocato una partita.

In una sola parola, un genio. Da giovane provò seriamente a diventare calciatore, ma a vent’anni dovette arrendersi alla realtà: mancanza di talento calcistico. Non si perde però d’animo e negli anni ’80, frequentando i migliori locali di Rio de Janeiro, diventa amico di grandi nomi del calcio di allora e nel 1986 riusce a farsi fare il primo contratto dalla squadra del Botafogo. Non giocò mai una partita fingendosi infortunato grazie ad un amico medico che gli firmava i certificati.

Dopo poco tempo arrivò in Messico, assunto da una squadra di prima divisione con un contratto di sei mesi. Anche qui trascorse in infermeria buona parte del suo tempo, finché non si spostò in Texas, per “giocare” con la squadra de “El Paso”.

Assunto anche dall’Ajaccio, finì la sua carriera a meno di quarant’anni, durante i quali aveva giocato in totale per non più di mezz’oretta.