Il borgo di Calcata: uno dei più incantevoli paesaggi laziali

Le origini del borgo di Calcata si perdono nella notte dei tempi e tracce della presenza umana risalgono ai tempi preistorici. Visitabile solo a piedi, ha un fascino unico, che si scopre nelle sue antiche pietre, nei selciati consumati, negli scenari selvaggi e nelle attività tipiche nascoste all’interno di tortuose stradine con archi coperti d’edera

Lo scenario regalato dalla Valle del Treja, in particolare dove sorge il borgo di Calcata, è considerato uno dei più incantevoli paesaggi laziali. Le origini di Calcata si perdono nella notte dei tempi: tracce di presenza umana nel territorio di Calcata, risalgono ai tempi preistorici. Sulla vicina altura di Narce sono stati rinvenuti numerosi reperti relativi alle fasi più antiche della civiltà etrusco-falisca, alla fine del VIII-VII a.C.

CALCATA 1L’insediamento di Narce, subì in seguito la conquista romana, sin dalla metà del IV secolo a. C. La fertilità dei territori permise l’insediamento di numerose ville rustiche e piccole fattorie, forse alla base della genesi di Calcata. Il nome di Calcata appare per la prima volta in un documento alla fine dell’VIII secolo, sotto il pontificato di Adriano I. E’ questo il periodo delle domuscultae, tenute papali destinate a garantire l’approvvigionamento di Roma. In una delle domuscultae di Adriano I era compreso un fundus, una fattoria, denominata Calcata. La straordinaria “anomalia” del borgo medievale di Calcata è quella di contenere, in un piccolo e suggestivo spazio, un’altissima concentrazione di artisti, artigiani, ambienti d’arte e di ristoro.

Il borgo, che è visitabile solo a piedi e nel quale si entra attraverso una doppia porta ed una strada in salita, risulta unitario e armonico. Le vie che si irradiano dalla lunga piazza, portano tutte verso gli strapiombi della rupe. Al di sotto del livello delle stradine e delle piazze molte case hanno grotte spesso anche a più piani sotterranei. Sono depositi, cantine e, a volte, tombe e antichi luoghi di culto. Il fascino di Calcata si scopre nelle sue pietre antiche e nei selciati consumati, nelle aspre e verdeggianti forre tufacee che la circondano, negli scenari selvaggi, nelle curiose attività tipiche nascoste all’interno di tortuose stradine con archi coperti d’edera. A Calcata ci si dedica al restauro di mobili, all’artigianato del cuoio, della cermamica e del vetro, con associazioni culturali in cui ascoltar musica, gustare dolci genuini o leggere libri.

Il borgo sempre quasi fuori dal tempo, consentendo ai visitatori di staccare con la frenesia della vita moderna, scoprendo la tranquillità di un ambiente incontaminato e suggestivo. Cosa visitare a Calcata? Imperdibile il Palazzo baronale Anguillara, risalente al XI secolo, a lungo punto di riferimento della comunità in quanto sede della scuola elementare, dell’ufficio postale e dell’ambulatorio medico, Opera Bosco, un museo laboratorio all’aperto di arte contemporanea su 3 ettari di bosco in cui gli artisti, nella realizzazione delle opere, estendono il concetto di estetica all’ecosistema. Qui potrete seguire un itinerario di opere ed installazioni artistiche realizzate con il materiale naturale del bosco: fonti, stagni, sculture monumentali, grotte preistoriche, muri a secco, terrazze interpretati da artisti internazionali con il gusto della contemporaneità in simbiosi con l’ambiente.
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