L’inseminazione delle nuvole è una tecnica utilizzata in vari paesi del mondo per innescare precipitazioni. Le applicazioni sono varie ma sicuramente i settori dell’agricoltura e quello aeroportuale sono i più interessati. La Cina ad esempio che ha un quarto di territorio completamente arido ricorre continuamente a questa tecnica per contrastare la desertificazione. Negli aeroporti invece viene usata l’inseminazione delle nuvole principalmente per ridurre la nebbia. Negli Stati Uniti ad esempio questa tecnica è usata per ambo i motivi sopra citati ed anche per ridurre la dimensione dei chicchi di grandine che si formano durante i temporali e talvolta viene usata dalle più importanti stazioni sciistiche per indurre nevicate.

Ma come si inseminano le nubi?
Per creare una nuvola è fondamentale che nell’aria ci sia un’elevata quantità di nuclei di condensazione, cosicché il vapore acqueo possa aggregarsi a queste particelle e condensare se supportato dalle giuste condizioni meteorologiche. Ed è per questo che ci sono nuclei di condensazione più adatti di altri a seconda delle condizioni meteo locali. Le sostanze più utilizzate sono lo ioduro d’argento ed il ghiaccio secco. Negli ultimi anni è stato utilizzato anche il sale, il quale sembra soddisfare i risultati desiderati. Ciò non dovrebbe sorprenderci perché è proprio il cloruro di sodio il principale nucleo di condensazione naturale che innesca la formazione di nubi calde.
Ci sono molte teorie complottistiche sull’inseminazione delle nubi ma nessuna è mai stata dimostrata. Molte persone presumono che ci sono degli “aerei segreti” che immettono nuclei di condensazione per inseminare nubi, col fine di innescare la formazione di grandi celle temporalesche e di avvelenarci con sostanze tossiche, ma resta sempre e soltanto una teoria. Per ora è incontestabile che questa tecnica sia molto utile in vari settori ed al più può essere perfezionata affinché sia il più possibile innocua per l’ambiente e per l’uomo.