Luoghi pericolosi nel mondo, ovvero dove non andare se non si vuole incorrere in terremoti o altre catastrofi naturali
Credete di abitare in un luogo pericoloso? Allora date un’occhiata a questa lista e vi ricrederete.
Si tratta di una selezione di posti nel mondo in cui non conviene proprio andare, a meno che non si vogliano correre pericoli che arrivano direttamente dalla natura.
Il lago Kivu, in Congo, è conosciuto anche come “lago della morte”. Si tratta di uno dei più grandi laghi africani, situato lungo il confine con il Rwanda, che si trova a 1460 metri sul livello del mare e ha una superficie di 2700 km². Ma in realtà sarebbe una vera e propria bomba ad orologeria. Al di sotto della sua superficie, infatti, ci sarebbero almeno due trilioni di metri cubi di gas metano e di biossido di carbonio. Se rilasciati liberamente dalle profondità del lago, i gas sarebbero in grado di distruggere le popolazioni che vivono nei dintorni dello specchio d’acqua: più di due milioni di persone.
E in questo tour del pericolo, come non sbarcare in Giappone? Qui l’elenco sarebbe lungo, ma noi abbiamo scelto Nagoya. Si tratta di una città della regione di Chubu nell’isola di Honshu, con un porto sull’oceano Pacifico e ben due aeroporti. Ebbene, questo luogo meraviglioso e meta di migliaia di turisti ogni anno, è uno dei luoghi a più alto rischio di tsunami, che qui potrebbero essere devastanti. Nagoya, come molte altre città giapponesi, si trova lungo l’Anello di Fuoco, cioè una serie continua di linee di faglia attive che rappresentano circa il 90% dei terremoti mondiali.
E andiamo ora negli USA, in California. Perché anche la bella e lussuosa Los Angeles è considerata tra le città più pericolose al mondo, a causa della sua posizione sulla faglia di Sant’Andrea, che la rende una delle città a più alto rischio sismico. Gli apocalittici film americani che prevedono catastrofi in queste zone, dunque, non sono poi così tanto lontane dalla realtà.
A Fukushima, dunque di nuovo in Giappone, il rischio che si verifichi un terremoto è alto, ma anche le radiazioni sono un serio problema. Nel 2011, infatti, la cittadina è stata colpita da un sisma che ha causato la fuoriuscita di materiale tossico da una centrale nucleare. E’ stato il terremoto più potente che si sia mai verificato in territorio nipponico e il settimo a livello mondiale. Con una magnitudo di 9.0 nella scala Richter, ha creato anche un gigantesco tsunami, provocando più di 15 mila vittime accertate, e circa 10 mila tra dispersi e feriti. I danni conseguiti all’emissione di radiazioni sono tuttora incalcolabili.
Infine andiamo in Azerbaijan, il cui territorio è disseminato di vulcani di fango, in apparenza non pericolosi e “dormienti”. Ma nel 2001 uno di questi vulcani è esploso con forza, sputando lingue di fuoco alte centinaia di metri, e spargendo tonnellate di fango nelle zone circostanti, fino a chilometri distanza. L’esplosione fu visibile fino a 15 km di distanza. L’Azerbaijan conta quasi la metà di tutti i vulcani di fango di tutto il mondo, dei quali alcuni si trovano in Sicilia. I Vulcani di fango, che essere alti pochi centimetri come diversi metri, non sono composto da altro che da argilla, resa molle dall’acqua, che risale in superficie a causa della pressione di acqua o gas. Non c’è dunque una vera e propria attività vulcanica, ma come si è visto nel 2001, sono comunque pericolosi, dato che i turisti le utilizzano anche per fanghi a scopi curativi.