Mentre l’Italia e gran parte dei paesi dell’Europa centro-orientale, dai Balcani fino alla Russia europea, continuano ad essere interessati dal robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale da giorni insistente in sede euro-atlantica, la Francia ancora una volta fa i conti con una nuova quanto severa ondata di maltempo derivata dall’affondo a latitudine più meridionali dell’ampia saccatura oceanica, legata alla circolazione depressionaria a carattere freddo che dall’est dell’Inghilterra si sposta verso il mar del Nord.
Nel corso della giornata di ieri, mercoledì 16 Settembre 2015, il transito del sistema frontale a carattere freddo legato all’asse di saccatura in passaggio sul territorio francese, ha prodotto una fase di forte maltempo su gran parte della Francia centro-settentrionali, con lo sviluppo di una intensa linea temporalesca, organizzata sotto forma di una tipica “squall line” frontale che ha accompagnato il passaggio del fronte freddo nei bassi strati, seguito dall’ingresso di aria decisamente più fresca, ma anche molto instabile, proveniente dall’Atlantico settentrionale. L’afflusso dell’aria fredda e più pesante di origine sub-polare marittima, da Ovest e O-NO, ha difatti scalzato verso l’alto lo strato di aria calda e molto umida preesistente presso il suolo, generando intensi moti convettivi lungo la linea frontale che hanno alimentato lo sviluppo degli intensi sistemi temporaleschi di forma lineare che hanno martellato gran parte del territorio transalpino, spostandosi da ovest verso est.
Ma anche nel settore pre-frontale, poco prima del passaggio del fronte freddo sul nord della Francia, si sono sviluppate imponenti “Cellule temporalesche” e sistemi temporaleschi a mesoscala che hanno dato luogo a forti rovesci di pioggia e fitte grandinate, con forti colpi di vento e una attività elettrica piuttosto intensa. Grandinate di forte intensità e veri e propri nubifragi, accompagnati da autentici muri d’acqua e forti raffiche di vento, nel pomeriggio di ieri hanno duramente colpito diverse località alla periferia est di Parigi, dove si sono registrati anche dei danni, per alberi sradicati e allagamenti in seguito ai nubifragi. Durante il passaggio di questa “squall line” di origine frontale (in pratica rappresentava l’ingresso del fronte freddo nei bassi strati), che dalle coste atlantiche si è rapidamente spostata verso l’est della Francia, localmente non sono mancati nemmeno i fenomeni vorticosi, soprattutto nel settore più occidentale della Francia, quello più duramente colpito dai forti temporali che si sono sviluppati davanti la costa atlantica.
Il piccolo tornado che ha investito la cittadina di Matha
Poco prima dell’arrivo del fronte temporalesco un piccolo tornado, probabilmente un F-0 sulla scala “Fujita”, ha colpito la piccola cittadina di Matha, un piccolo centro ubicato parecchi km a nord di Bordeaux, nel dipartimenti di Charente-Maritime. L’impatto del vortice sul piccolo centro abitato è stato tutt’altro che indolore. Diverse abitazioni sono state seriamente danneggiate, mentre sarebbero nell’ordine della decina gli alberi letteralmente divelti dalla furia del vento. Il piccolo tornado fortunatamente ha poi proseguito la sua corsa in aperta campagna, evitando di fare ulteriori danni ai centri abitati limitrofi. Questo forte “forcing” convettivo è stato originato dall’avvezione di vorticità positiva e di umidità, particolarmente marcata a 700 hpa, e il forte “gradiente termico verticale” causato dall’afflusso, soprattutto a 500 hpa, di una moderata avvezione fredda. Questi fattori, sommandosi all’enorme quantitativo di “energia potenziale” (aria molto calda e umida nei ressi del suolo) ereditata in loco dalla precedente ondata di calore, stanno esaltando l’instabilità su gran parte della Francia occidentale. Sulle aree occidentali e centrali del paese, dalla Guascogna fino alla Vandea e al sud della Normandia, fino alle porte di Parigi, nel corso del pomeriggio di ieri si sono verificati fenomeni temporaleschi di forte intensità, accompagnati da possibili grandinate e locali nubifragi capaci di arrecare allagamenti.
Nelle prossime ore l’allerta meteo per il rischio di forti temporali e possibili nubifragi sarà particolarmente alta su gran parte Germania centro-meridionale e sulla Svizzera, lì dove si potranno verificare precipitazioni anche abbondanti, data la formazione di sistemi temporaleschi alla mesoscala nel settore pre-frontale. Anche in questo caso la presenza nei bassi strati, in prossimità delle pianure e dei bassopiani francesi, di masse d’aria calde e molto umide ha accresciuto notevolmente le energie in gioco, alimentando ulteriormente lo scoppio dei moti convettivi, in un contesto sinottico davvero esplosivo.
Difatti la forza che ha reso questi fenomeni temporaleschi così intensi è rappresentata dalla gran quantità di calore, inteso come “energia potenziale“, che da giorni si è accumulata nei bassi strati. Una volta infiltratasi in quota l’aria decisamente più fredda, con il calo dei valori di geopotenziale in quota e l’allentamento del regime anticiclonico, questa “energia potenziale“, accumulata per intere giornate sul terreno, sotto l’azione di “compressione” dell’alta pressione sub-tropicale, improvvisamente libera di muoversi (visto il venire meno del promontorio anticiclonico e il calo dei geopotenziali in quota) comincia a evolversi in “energia cinetica“, attraverso l’attivazione di turbolenti moti convettivi (forti correnti ascensionali) che spingeranno l’aria calda (accumulata per giorni nei pressi del suolo) verso le quote superiori della troposfera, agevolando la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi, forieri di piogge e temporali.
In questo caso l’”energia cinetica” sta contribuendo allo sviluppo dell’intensa attività temporalesca di queste ore su gran parte della Francia occidentale. L’enorme quantità di calore, ceduta all’atmosfera, determinerà la nascita di “updrafts” molto potenti, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda d’origine sub-tropicale continentale), che contribuiranno a far esplodere verso l’alto i cumulonembi, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli, ben oltre i 12-13 km di spessore.