Maltempo: riaperta la provinciale 526 Val d’Aveto a Carasco

Riaperta al traffico, a doppio senso di marcia, la strada provinciale della Val D’Aveto interrotta per la frana in frazione Santa Maria di Sturla

E’ stata riaperta al traffico, a doppio senso di marcia, la strada provinciale della Val D’Aveto interrotta per la frana in frazione Santa Maria di Sturla caduta domenica notte a seguito del violento nubifragio che ha colpito la zona. La rimozione di oltre 2.000 metri cubi di detriti ha consentito di non tornare al senso unico alternato che era in vigore ormai da molti mesi per il pericolo di frane da questo versante. La ditta incaricata dalla Citta’ Metropolitana ha lavorato giorno e notte con uomini e mezzi insieme ad una squadra di rocciatori per la rimozione di oltre 2.000 metri cubi di roccia e terriccio. Stamani, per la posa delle reti di contenimento della parete boschiva e’ intervenuto a sostegno degli operai a terra anche un elicottero. “Tecnici e squadre della viabilita’ si sono prodigati al massimo ora per ora – ha spiegato Gianni Vassallo, consigliere delegato della Citta’ metropolitana che ha seguito e coordinato tutte le fasi degli interventi – per accelerare i tempi e riaprire prima possibile questa strada fondamentale per i collegamenti delle Valli Sturla e Aveto con la Fontanabuona e la costa, la cui chiusura, inevitabile per motivi di sicurezza viste le condizioni meteo dei giorni scorsi e i gravi rischi dal versante, ha provocato forti disagi agli abitanti e alle attivita’ produttive della zona”. “Dopo un lungo periodo di senso unico alternato con semafori siamo riusciti a riaprire il tratto a doppio senso, con le cautele necessarie perche’ i lavori sono ancora in corso” ha aggiunto Vassallo”. Rimossi pietre, terra e massi, sulla parte piu’ alta della parete vengono ancorate reti d’acciaio di contenimento, mentre sul lato a monte della carreggiata sono stati installate barriere in new-jersey sormontate da due metri di reti metalliche a ulteriore protezione della strada. “La bonifica del versante e le reti riducono i rischi di altre frane, ma per la sistemazione definitiva del tratto – ricorda Gianni Vassallo – sono necessari gli interventi strutturali gia’ progettati che ammontano a poco piu’ di 500.000 euro, finanziati per buona parte dalla Regione con un cofinanziamento della Citta’ metropolitana da risparmi della gestione ordinaria.” Gli interventi stutturali definitivi, progettati dai tecnici della Citta’ metropolitana, prevedono un muro di sostegno del versante a monte lungo 62 metri e alto 5 e il rifacimento del cordolo e del guard-rail a valle per un centinaio di metri.