Medicina: l’uso di antidepressivi da giovani associato ad un aumento di atti di violenza

Uno studio pubblicato dalla rivista Plos One rileva un legame tra antidepressivi e violenza

L’uso di antidepressivi tra i giovani e’ associato a un aumento degli atti di violenza. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Plos One, secondo cui il fenomeno si verifica tra i 15 e i 24 anni. I ricercatori dell’universita’ di Oxford hanno usato i dati del registro svedese delle prescrizioni di farmaci e quello della criminalita’, concentrandosi sulle 850mila persone a cui erano stati prescritti gli antidepressivi della classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina. L’1% di questi pazienti e’ stato arrestato per un crimine violento nel periodo di studio, tra il 2006 e il 2009. Confrontando il rischio di commettere un crimine dei singoli individui prima e dopo la prescrizione e’ emerso che nella fascia di eta’ piu’ giovane l’uso dei farmaci aumenta la probabilita’ del 19%, mentre non ci sono differenze per le altre classi. “L’associazione non e’ una prova definitiva di un rapporto di causa-effetto – scrivono gli autori -, ma se i risultati venissero confermati da un punto di vista della salute pubblica imporrebbero ai medici di valutare il bilancio tra il rischio aumentato e gli effetti positivi dei farmaci, dalla riduzione delle disabilita’ ai minori suicidi”.