Ricerca : gli Inuit “programmati” dall’evoluzione per sfruttare al massimo i benefici degli omega 3

I ricercatori hanno analizzato il Dna di 191 abitanti della Groenlandia i cui antenati erano almeno al 95% Inuit

Gli Inuit, gli abitanti dell’Artico, si sono evoluti geneticamente per ‘sfruttare’ al massimo i benefici degli omega-3, con delle modifiche al Dna che hanno influito anche su altezza e peso. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Science, secondo cui i benefici di questi acidi grassi potrebbero quindi non essere gli stessi nelle altre popolazioni. I ricercatori hanno analizzato il Dna di 191 abitanti della Groenlandia i cui antenati erano almeno al 95% Inuit, a caccia di mutazioni genetiche rare nelle altre popolazioni, trovandone diverse in un gruppo di geni coinvolti nella metabolizzazione degli acidi grassi. In particolare una mutazione era presente in tutti i soggetti studiati, mentre e’ molto piu’ rara nelle popolazioni cinesi e si trova nel 2% degli europei. Questa mutazione non solo regola il livello degli omega 3 nel sangue, ma e’ legata a una statura piu’ bassa di 2,5 centimetri e quasi quattro chili di peso inferiore rispetto ai non portatori. “Questo fa nascere dubbi sull’effettivo ruolo protettivo degli omega 3 – spiega Rasmus Nielsen dell’universita’ della California, uno degli autori – perche’ la stessa dieta ha effetti diversi su persone diverse”. La raccomandazione di assumere piu’ omega 3 per proteggere il cuore, spiega l’esperto, deriva proprio da uno studio sugli Inuit condotto negli anni ’70. Recentemente uno studio ha trovato che non ci sono effetti significativi sulla salute dall’uso degli integratori. “Ora investigheremo gli effetti a lungo termine delle varianti genetiche che abbiamo trovato – afferma l’esperto al New York Times -, questo potrebbe spiegare perche’ alcune persone metabolizzano i grassi in modo piu’ efficiente degli altri, e perche’ gli omega 3 non sono stati la panacea per il cuore che tutti speravamo”.