Il virus della Dengue – oltre a essere stata recentemente contratta da uno dei due marò italiani, Salvatore Girone – è un problema crescente nelle zone tropicali e sub-tropicali
Gli studi clinici per un potenziale trattamento della febbre di Dengue, per la quale a oggi non esiste terapia, potrebbero iniziare entro un anno, a seguito di una scoperta effettuata da scienziati dell’Università del Queensland. Paul Young e il suo team rivelano su ‘Science Translational Medicine’ di aver identificato somiglianze nel modo in cui il corpo reagisce al virus dengue e ad alcune infezioni batteriche. “Abbiamo scoperto che la proteina Ns1 del virus della Dengue agisce come una tossina nel corpo, in modo simile a quello in cui i prodotti della parete cellulare batterica portano a shock settico, nel caso di infezioni batteriche. Negli ultimi 20 o 30 anni, i ricercatori e le aziende farmaceutiche hanno sviluppato candidati medicinali per inibire le risposte dannose del corpo a queste infezioni. Quindi abbiamo disponibili dei farmaci che sono già stati studiati”. Il virus della Dengue – oltre a essere stata recentemente contratta da uno dei due marò italiani, Salvatore Girone – è un problema crescente nelle zone tropicali e sub-tropicali, con oltre 2,5 miliardi di persone in più di 100 Paesi a rischio di infezione. Si stima che il virus infetti fino a 400 milioni di persone nel mondo ogni anno. L’Organizzazione mondiale della sanità la classifica come la più importante malattia virale trasmessa dalle zanzare in tutto il mondo. “Nonostante questo significativo onere sanitario globale, nessun vaccino o farmaco è ancora stato autorizzato”, ricorda Young.
