Salute: anche i giovani sono ipertesi, “necessari screening una volta l’anno”

“C’è una fetta importante di pazienti con condizioni clinico-genetiche potenzialmente a rischio che necessita di essere sottoposta a uno screening iniziale”

Abbattere il luogo comune per cui l’ipertensione è solo una patologia che interessa l’età adulta è uno dei temi di maggiore rilevanza tra quelli affrontati in occasione del XXXII Congresso nazionale della Siia (Società italiana dell’ipertensione arteriosa), in corso al palazzo dei Congressi di Bologna. Quello dell’ipertensione giovanile è un problema da sempre a cuore della Società scientifica presieduta da Claudio Borghi, come dimostrato da uno studio ad hoc (I-Game) che ha posto l’accento proprio sui dati che vedono in crescita i livelli di ipertensione nelle fasce d’età più giovani e addirittura in quella pediatrica. Impegno che la Siia ha tradotto in un apposito simposio dedicato a questa materia all’interno dei lavori del congresso. “Uno degli aspetti più importanti che sta emergendo da questo Convegno – spiega Borghi – è l’importanza della prevenzione cardiovascolare già in età giovanile e adolescenziale. C’è una fetta importante di pazienti con condizioni clinico-genetiche potenzialmente a rischio che necessita di essere sottoposta a uno screening iniziale che potrebbe rilevare un aumento innaturale dei valori di pressione arteriosa”. Un approccio semplice ma efficace, che non vuole creare una patologia in età infantile, ma offrire minime regole di prevenzione cardiovascolare anche per i bambini, come ad esempio l’importanza di misurare la pressione arteriosa almeno una volta l’anno, per poi proseguire il monitoraggio fino all’età adulta. E controllare il rischio di sviluppare l’ipertensione fin dall’età giovanile è un messaggio che risulta in linea col recente orientamento governativo teso a ridurre gli esami diagnostici inutili. “Il provvedimento recentemente adottato dal ministro Lorenzin – spiega il presidente Siia – si propone di limitare uno screening sistematico della colesterolemia al di sotto dei 40 anni, ma non impedisce di stabilire il livello di colesterolo del paziente. Per coloro che presentano un elevato valore di colesterolo o una familiarità per le malattie cardiovascolari, il provvedimento non si applica”, precisa. L’obiettivo della Siia è dunque elaborare una strategia di prevenzione dell’ipertensione giovanile dall’elevato impatto clinico, ma dal basso costo: per la sua realizzazione, infatti, serve uno sfigmomanometro, l’eventuale dosaggio di colesterolo e un corretto stile di vita con particolare riferimento al regime alimentare. “Il nostro messaggio – conclude Borghi – è quello di considerare il rischio cardiovascolare come un aspetto fondamentale, tenendo presente che alcuni elementi di questo problema potrebbero manifestarsi già nei primi anni di vita e vanno quindi identificati il più precocemente possibile”.