Sara’ anche ‘nano’, ma di certo non noioso. Il nanomondo ha un volto molto piu’ variegato di quanto si immaginasse, dove le nanoparticelle che lo costituiscono, pur sembrando identiche, sono in realta’ l’una diversa dall’altra, e con distinte proprieta’. A scoprirlo i ricercatori della Chalmers University of Technology coordinati da Christoph Langhammer. Il risultato, pubblicato sulle rivista Nature Materials, apre la via ad applicazioni interessanti nella scienza dei materiali. Ad esempio, osserva Langhammer, diventa possibile conoscere piu’ a fondo il modo in cui si comportano i nuovi materiali basati sulle nanoparticelle. Applicazioni interessanti riguardano poi il settore dell’energia, con la possibilita’ di mettere a punto sensori di idrogeno per celle a combustibile, capaci di rilevare eventuali perdite nelle auto alimentate da questa fonte di energia. Si e’ riusciti ad osservare le nanoparticelle una ad una grazie ad una tecnica basata sulla luce, chiamata nanospettroscopia plasmonica. Questa ha permesso, ad esempio, di scoprire come le singole nanoparticelle di palladio assorbano l’idrogeno in modo diverso, nonostante abbiano la stessa forma e le stesse dimensioni.
Scienza: il nanomondo si rivela unico, ogni particella è diversa dall’altra
