Scoperta l’insulina “aliena” che causa il diabete dei bimbi

A tracciare una nuova pista per arrivare alle origini del diabete di tipo 1 è uno studio italo-inglese presentato a Stoccolma

C’è un’insulina ‘aliena’ tra le possibili cause del diabete dei bimbi. E’ una versione ‘arrugginita’ dell’ormone anti-zucchero, ossidata dai radicali liberi e riconosciuta come estranea dal sistema immunitario che la bombarda con una scarica di anticorpi. Un ‘fuoco amico’ che si autoalimenta e scatena la malattia. A tracciare una nuova pista per arrivare alle origini del diabete di tipo 1, la forma giovanile e autoimmunitaria della patologia del sangue dolce, è uno studio italo-inglese presentato a Stoccolma al 51esimo Congresso dell’Associazione europea per lo studio di diabete (Easd). Frutto della collaborazione tra il Campus BioMedico di Roma e la Queen Mary University di Londra, la ricerca “rappresenta un possibile cambiamento di paradigma nella patogenesi del diabete di tipo 1”, spiega Rocky Strollo, dell’Endocrinologia e diabetologia dell’ateneo capitolino, primo nome fra gli autori e componente della Società italiana di diabetologia (Sid). Il lavoro apre inoltre prospettive inedite di diagnosi anticipata e prevenzione. Gli scienziati hanno infatti messo a punto un test per dosare gli autoanticorpi anti-insulina aliena, scoprendoli nell’84% dei piccoli ai quali viene diagnosticata la patologia. L’esame potrebbe quindi diventare un’arma per identificare i bimbi più a rischio prima che si ammalino, e l’insulina ‘ruggine’ un bersaglio per sviluppare nuovi farmaci-scudo. I primi per cercare di evitare il diabete dei piccoli.

Ricerca/ Scoperta insulina "alien" che poterebbe causare diabete 1 bimbiNel diabete di tipo 1 il pancreas non è più in grado di produrre insulina. E benché sia nota l’origine autoimmune della malattia – causata appunto da anticorpi ‘ribelli’ diretti contro l’organismo stesso che li produce, in particolare contro le cellule beta-pancreatiche che fabbricano l’insulina – il motivo per cui questo succede resta misterioso. Lo studio Roma-Londra avanza dunque una nuova ipotesi: i radicali dell’ossigeno rilasciati durante il processo infiammatorio autoimmune ‘agganciano’ l’insulina e ne modificano la struttura. L’ormone così cambia faccia, il sistema immunitario lo riconosce come un corpo estraneo (alieno) e lo combatte. “Abbiamo dimostrato per la prima volta la presenza di anticorpi contro l’insulina ossidata nella maggior parte dei pazienti con diabete 1 – sottolinea Strollo – Il test che abbiamo messo a punto per dosarli è altamente sensibile (84%) e specifico (99%), perciò il nostro prossimo obiettivo sarà capire se questo esame potrà consentire di identificare precocemente chi è destinato a sviluppare il diabete di tipo 1. Valuteremo anche se l’insulina modificata possa rappresentare un nuovo target terapeutico per la prevenzione della malattia”. Enzo Bonora, presidente della Sid, ricorda come il diabete giovanile colpisca “centinaia di migliaia di italiani, spesso bambini o adolescenti. Riuscire a identificare nuovi meccanismi di malattia, per poi combatterli con gli strumenti appropriati, è molto promettente per una cura migliore e una prevenzione efficace. Quella prevenzione che finora – conclude – nel diabete di tipo 1 è stata inefficace”.