Sedicenne disperso da un anno e due mesi sul Monte Bianco, si riaccendono le speranze

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Il ritrovamento in Valgrisenche (Aosta) del corpo di un escursionista francese da parte del figlio trentenne ha riacceso le speranze della famiglia del sedicenne parigino Jassim Mazouni, disperso dal 9 luglio 2014, quando scomparve sul Monte Bianco in mezzo alla bufera, insieme alla guida alpina Ferdinando Rollando. Cosi’ i genitori, affittando un elicottero, hanno chiesto al comandante del Sagf di Entreves, Delfino Viglione, di svolgere nuove ricerche, al via se la meteo migliorera’.

SOCCORSO ALPINO DI SOLDALa speranza di Samia Brahimi e di Halim Mazouni e’ che “dopo un’estate particolarmente calda” possa emergere qualche traccia del figlio. Le intense operazioni di ricerca condotte dal Soccorso alpino valdostano e dalla Guardia di finanza di Entreves erano state sospese il 18 luglio del 2014, in attesa di nuovi elementi utili. A un anno dalla scomparsa, la famiglia ha installato sul ghiacciaio di Bionassay e vicino al rifugio Gonella (da dove guida e cliente erano partiti il giorno della scomparsa) una scultura raffigurante il volto del giovane. Inoltre ha fondato l”Association Jassim’, nata con l’obiettivo “sensibilizzare alla sicurezza in montagna” e che in autunno a Parigi organizzera’ una tavola rotonda sul tema. L’ingegnere informatico Francois Gautier, di 52 anni, di Brunoy (30 km da Parigi), era disperso dal 28 agosto scorso, quando sarebbe dovuto rientrare nel suo Paese dopo una serie di escursioni in solitaria sulle Alpi. Le ricognizioni dei soccorritori in elicottero avevano dato esito negativo, cosi’ il figlio e’ partito dalla Francia, ha assoldato una guida alpina e si e’ messo alla ricerca del padre, fino a individuare il corpo senza vita dell’uomo in fondo a un ripido pendio, martedi’ scorso, sotto al rifugio Bezzi (2.284 metri).