Settimana del Pianeta Terra: in Abruzzo una faglia attiva in alta quota

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Evento straordinario ed esclusivo per La Settimana del Pianeta Terra

“Saremo in alta quota per vedere da vicino una faglia attiva. L’altopiano più esteso e alto dell’Appennino è una valle che si interpone tra due catene, la sua formazione è dovuta all’abbassamento dell’area che è circoscritta da due faglie normali: graben. Nel bordo settentrionale la faglia attiva e capace si evidenzia nello stacco morfologico, con tracce che testimoniano la sua attività recente; è una ferita attiva che disarticola e seziona sedimenti, si evidenziano scarpate e specchi di faglia, producendo detriti di frizione: miloniti e cambiando orientamento alla rete idrografica”. Lo ha affermato il geologo Gabriele Fraternali, annunciando un evento straordinario ed esclusivo per La Settimana del Pianeta Terra.

“Queste tracce stupendamente evidenti mostrano come l’area sia stata tettonicamente attiva nel corso del quaternario  – ha proseguito Fraternali – promuovendo un abbassamento strutturale riempito di depositi che hanno livellato la superficie. La natura dei deposti e la loro morfologia raccontano la storia di ghiacciai ora estinti, e di laghi prosciugati, le forme proprie dell’ambiente periglaciale si sono conservate in un paesaggio fossile reso possibile dal clima. La geologia è la ricostruzione geografica di ambienti che si sono stratificati nel tempo, analogamente anche le attività umane e l’economia ad essa associata ha lasciato tracce fisiche nel territorio, le pratiche pastorali organizzate nella transumanza avevano organizzato la piana in un immenso pascolo estivo, tratturi,  resti di stazzi, dimore e borghi d’altura hanno arricchito il territorio di testimonianze umane. La storia fisica e culturale trasmette dei messaggi che vanno letti e mantenuti nel tempo per il potere didascalico che possiedono”.

A Capo Imperatore a quota 1900, luogo di grandi eventi storici

“Nell’Appennino Centrale a ridosso della sue cime maggiori, si allunga un vasto altopiano. E’ una pianura interna circondata da rilievi che superano i 2000 metri e, nel caso Corno Grande i 3000. E’ un bacino chiuso – ha concluso Daniele Berardi, Guida Alpina, Speleologo –  endoreico dove le acque vi entrano in percorsi poco gerarchizzati e velocemente vengono assorbite, preferendo deflussi ipogei. Si tratta del maggiore delle conche intermontane appenniniche: Campo Imperatore. La lunghezza è di 11 chilometri, largo in alcuni punti 4, si trova tra i 1600 e i 1900 m di quota. Le diverse condizioni climatiche succedutesi nel corso del Quaternario hanno visto cambiare la geografia: laghi, ghiacciai, fiumi, hanno esteso i loro domini lasciando tracce del loro sviluppo sotto forma di sedimenti e forme d’erosione, queste hanno livellato l’altopiano sopraelevandolo. Ora gli agenti geomorfologici dominanti sono le acque di ruscellamento superficiale e la corrosione carsica. Questi agenti di modellamento si manifestano con tutta la loro irruenza nel periodo estivo, in quello invernale e autunnale domina la copertura nevosa, altrettanto responsabile di azioni geomorfiche: nevai e valanghe. Le condizioni climatiche hanno favorito storicamente l’attività pastorale transumante che trovava in questo territorio l’apice settentrionale dei tratturi: percorsi erbosi di collegamento delle greggi tra i pascoli estivi e quelli invernali situati nel tavoliere pugliese. Circondano la piana a quote inferiori alcuni borghi fortificati in cui viveva la popolazione collegata a quest’economia che, all’inizio del 900 del secolo scorso è entrata in crisi per la concorrenza delle pecore merinos australiane dando luogo alle flusso migratorio verso le Americhe e all’impoverimento del territorio. Campo Imperatore ha mantenuto le forme del paesaggio periglaciale e tetto-carsico che si sono mantenute per la presenza di una barriera climatica esercitata dalla catena settentrionale che ha instaurato condizioni aride a mezzogiorno. La faglia attiva bordiera che limita l’area a settentrione, conferendo energia, ha contrastato le azioni di livellamento della montagna promuovendo la sua crescita in altezza”.

Ben 237 eventi in contemporanea su tutto il territorio nazionale, 180 località diverse, geo – escursioni, conferenze, eventi anche in notturna e per tutti i gusti, aperture speciali dei musei di Scienze della Terra, nuovi siti archeologici sconosciuti ma belli, attività laboratoriali per i bambini, centri di ricerca aperti a tutti: Settimana del Pianeta Terra dal 18 al 25 Ottobre, la più imponente promozione delle Geo – Scienze, creata da Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino, Silvio Seno dell’Università di Pavia, riconosciuta dal MIUR  e con la scesa in campo delle Università italiane, dei massimi enti ed istituti nazionali di ricerca e più di 600 ricercatori  ed un grande testimonial quale l’attore Cesare Bocci.

Tutto il programma con tutti gli eventi è su www.settimanaterra.org