Sulla pratica del Sexting, sempre più diffusa, intervengono gli esperti
Che sesso fai, se lo smartphone non ce l’hai? Si chiama ‘sexting’ il nuovo fenomeno, in crescita progressiva fra giovani e adulti, che consiste nell’invio di foto e video sessualmente espliciti, ma anche di testi a sfondo sessuale, attraverso i nuovi media come cellulari e internet. La parola e’ un neologismo che deriva dalla combinazione dei termini ‘sex’ (sesso) e ‘texting’ (invio di messaggi) ed indica una nuova forma di comunicazione e interazione sessuale che, fanno sapere gli esperti, sia negli adolescenti che negli adulti puo’ avere aspetti positivi e negativi, di rischio e di opportunita’.
“Spesso si tende a demonizzare il ‘sexting’ soprattutto negli adolescenti- spiega il professor Piero Stettini della Federazione italiana di sessuologia scientifica- ma non sempre si mette in evidenza la complessita’ e la multidimensionalita’ del fenomeno: ad esempio molto poco si parla dei rischi che riguardano gli adulti, che ne fanno un uso molto frequente, s mentre raramente si mettono in risalto le funzioni anche positive che il sexting puo’ svolgere”. Ma partendo dai rischi, quali sono? “Un primo pericolo e’ quello della sessualizzazione precoce dell’infanzia- risponde Stettini- la precoce esposizione a contenuti sessuali/pornografici, infatti, risulta dannosa allo sviluppo e le inchieste condotte sui giovani che ricorrono al sexting, in modo attivo o passivo, ci mostrano che piu’ l’eta’ si abbassa piu’ questi appaiono preoccupati e turbati. Altro rischio, poi, e’ quello di una sessualizzazione dove le emozioni sessuali sono sempre piu’ sganciate dalla fisicita’, dalla presenza reale e corporea dell’altro, con una frammentazione che puo’ favorire una oggettivazione sino alla mercificazione dei corpi, in particolare di quello femminile”.
Ci sono altri rischi legati al ‘sexting’, in particolare per i giovani? “Certamente- risponde l’esperto della Fiss- anzitutto il rischio pedo-pornografia: le immagini sessuali di minori immesse sul web possono entrare nel mercato pedo-pornografico. Inoltre e’ importante tutti sappiano -anche i ragazzi che immettono materiale in rete senza pensarci- che produrre e diffondere materiale sessuale riferito a minori costituisce reato di pornografia infantile e come tale perseguibile per legge. Un altro rischio favorito dal sexting e’ quello del ‘grooming’, l’adescamento online: teniamo presente che l’offrire da parte dei giovani immagini particolarmente provocanti di se’ sulla rete (magari sul profilo di un Social Network) puo’ attirare adulti potenzialmente abusanti che dopo aver conquistato la fiducia delle vittime con tecniche di manipolazione psicologica, possono indurle a superare le resistenze e instaurare con loro una relazione intima e/o sessualizzata”. Quanto alle funzioni positive, quali sono? “Il sexting puo’ rappresentare una modalita’- fa sapere il professor Stettini- specie negli adolescenti, per esplorare e sperimentarsi nella sessualita’, puo’ costituire un ‘preludio’, un ‘sostituto’ dell’attivita’ sessuale, puo’ costituire una fase sperimentale per chi non e’ ancora sessualmente attivo. Puo’ anche essere usato, specie nei ragazzi piu’ grandi e negli adulti, per accrescere i sentimenti di intimita’ e vicinanza con il partner ed arricchire il ‘gioco’ della relazione di coppia. Queste funzioni positive non devono pero’ farci dimenticare i rischi, anche rilevanti, che il sexting puo’ comportare”. Secondo l’esperto, il fatto che i ragazzi che ricorrono al sexting sono quelli piu’ orientati verso i comportamenti a rischio “e’ possibile, anche se non sempre e’ vero: solo in alcuni studi- spiega- e’ stata riscontrata un’associazione tra sexting e comportamenti sessuali non protetti, cosi’ come tra sexting, rapporti sessuali promiscui e abuso di sostanze (alcool e droghe)”.
Cosa bisognerebbe fare per proteggere i giovani dai rischi del ‘sexting’? “Chiaramente il sexting non va esaltato ma neppure demonizzato- consiglia ancora l’esperto- E’ fondamentale un’azione educativa di fondo che consenta ai giovani di sviluppare una consapevolezza dei rischi connessi a questi comportamenti (spesso i giovani ne sono inconsapevoli) e nello stesso tempo rafforzare in loro le capacita’ personali e interpersonali necessarie per vivere sessualita’ e relazioni sentimentali in modo costruttivo, responsabile e auto-determinato. All’interno di una educazione sessuale estensiva, che non sia limitata all’informazione, ma che offra occasioni di riflessione, dialogo, confronto e discussione, e che non sia solo centrata sui rischi della sessualita’, ma anche sui suoi aspetti positivi e valorizzanti. Secondo le linee che abbiamo fissato come Fiss- ha concluso il professor Stettini- in accordo coi nuovi standard dell’Oms dei quali ho avuto il piacere di curare l’edizione italiana”.