I terreni coltivati sono quelli con un maggior tasso di erosione (3,24 tonnellate per ettaro) e rappresentano il 68,3% delle perdite totali di suolo; le foreste meno dell’1%
In Europa l’acqua erode ogni anno 970 milioni di tonnellate di suolo, una quantita’ pari ad esempio a un’area profonda un metro grande quanto Berlino. Lo sostiene uno studio del Joint research centre della Commissione Ue e pubblicato su Environmental Science & Policy che rileva la gravita’ del problema se si pensa che ci vogliono 100 anni per formare un centimetro di terreno. L’Italia e’ il Paese con il maggior tasso di erosione (8,46 tonnellate per ettaro), seguita da Slovenia (7,43) e Austria (7,19). La ‘colpa’, dicono i ricercatori, e’ della combinazione tra erosivita’ delle piogge e terreni inclini all’erosione (agricoltura, foreste e aree semi-naturali) ma anche del tipo di agricoltura praticata e di altre attivita’ umane. I terreni coltivati, sottolinea infatti lo studio, sono quelli con un maggior tasso di erosione (3,24 tonnellate per ettaro) e rappresentano il 68,3% delle perdite totali di suolo; le foreste meno dell’1%. La ricerca, pur riconoscendo che gli sforzi recenti di Bruxelles per un’agricoltura piu’ sostenibile abbiano ridotto la percentuale di perdita del suolo del 9,5% nel complesso e del 20% per le terre coltivabili, sottolinea pero’ come 4 milioni di ettari di terre coltivate abbiano ancora tassi insostenibili di perdita del suolo (piu’ di 5 tonnellate per ettaro per anno).
