Una vasta saccatura spacca in due l’Europa: mentre in Russia si sfondano i +30°C fra Germania, Francia e Italia arriva il primo fresco

Europa spaccata in due, gran caldo e temperature estive ad est mentre sulla parte centrale l'autunno comincia a farsi sentire

La meteorologia è una scienza che non smette mai di affascinarci. In questi giorni sul vecchio continente, con la meridianizzazione del flusso perturbato principale in ingresso dall’Atlantico settentrionale, è stato possibile osservare un complesso quanto spettacolare impianto climatico che ha spaccato l’Europa in due distinte aree. La parte centro-occidentale, quella compresa dalle Isole Britanniche fino alle Alpi e l’Italia, investita in piena da una avvezione di aria particolarmente fresca, di origine polare marittima, che dal nord Atlantico, tramite le Isole Britanniche, si è versata tra Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Germania, Svizzera e Italia, determinando su questi paesi un brusco calo delle temperature, su valori a tratti scesi al di sotto delle tipiche medie di stagione.

In alcuni casi con temperature minime largamente inferiori ai +10°C +9°C anche a quote prossime le pianure. Poco più ad est la parte orientale, quella compresa fra i Balcani, i Carpazi e le sterminate pianure fra Polonia, Ucraina, Bielorussia e ovest della Russia europea, è stata colpita dall’intensa avvezione calda, di origine sub-tropicale continentale, che dalle ancora “arroventate” pianure Caspiche e dal Caucaso orientale risalivano fino all’Ucraina, la Bielorussia e all’ovest della Russia europea, tramite una debole/moderata ventilazione da SE e S-SE, con locali rinforzi da SE sul mar d’Azov, determinando una brusca scaldata, con temperature che superano i +30°C.

Si nota l’onda di calore che dalla regione caspica si estende fino all’Ucraina e ai territori della Russia europea

In alcune località dell’est dell’Ucraina, in particolare fra il Donbass e l’Oblast’ di Dnepropetrovsk, i termometri nel pomeriggio di ieri hanno sfondato la soglia dei +34°C +35°C all’ombra. Parliamo di valori di oltre +15°C, localmente anche +20°C, superiori rispetto le medie stagionali. Tutto merito dello stazionamento, al traverso dell’Europa centrale, dell’asse centrale dell’estesa saccatura oceanica che da una settimana è rimasta pressoché immobile, impossibilitata ad evolvere verso levante a causa dell’azione di blocco esercitata dal robusto promontorio anticiclonico dinamico, posizionato con i propri elementi principali e i massimi di geopotenziale in quota fra il Caucaso, le pianure Sarmatiche e le coste Artiche russe, affacciate sul mare di Barents. In seno a questa vasta e profonda ondulazione ciclonica, nella parte più meridionale ormai evoluta in un “CUT-OFF” che tende a spostarsi verso il Montenegro e la Bosnia Erzegovina, il flusso di aria calda sub-tropicale continentale, che dal bacino centro-orientale del Mediterraneo si espande fin sull’Europa orientale sta continuando ad alimentare l’”avvezione di spessore” che mantiene in vita il robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale disteso su buona parte dell’Europa centro-orientale.

Con il termine ”avvezione di spessore” nella meteorologia dinamica si intende l’avvezione di aria calda che dai bassi strati si espande alle quote superiori della troposfera, determinando un ulteriore incremento dei valori di geopotenziale in quota e producendo una estesa fascia di “Subsidenze atmosferiche” (lente correnti discendenti tipiche nei regimi anticiclonici) che mantengono i cieli limpidi e sgombri di nubi. Questa dinamica ci spiega perché in questi ultimi giorni, mentre tra Francia, Germania, Svizzera e Italia il clima si presentava diffusamente fresco, per non dire freddo, nell’est Europa si registrano temperature tipiche per il periodo estivo, con punte che superano abbondantemente la soglia dei +30°C +32°C fra Romania, Ucraina, Bielorussia e Russia europea, con picchi di ben +26°C +27°C e oltre nell’area di Mosca e di +20°C lungo le coste dell’Artico russo davanti le fredde acque del mare di Barents.

Solo fra l’Ucraina e l’Italia si è venuto a realizzare un “gradiente termico orizzontale” di oltre +18°C +20°C che ha acuito i già vivaci contrasti termici presenti. Inoltre l’avvezione calda, in uscita dal ramo ascendente della saccatura europea, ha contribuito a inspessire ulteriormente l’”avvezione di spessore” in evoluzione sopra il bacino del mar Nero, la Moldavia, l’Ucraina, la Bielorussia e l’ovest della Russia europea, agevolando il notevole sviluppo meridiano del promontorio anticiclonico sub-tropicale di blocco, da giorni posizionato fra l’Europa centro-orientale e il settore più occidentale della Russia europea. Grazie alla notevole intensificazione dell’”avvezione di spessore” la sommità di questo promontorio anticiclonico si è elongata fin sulle coste dell’Artico russo e sul mare di Barents, riuscendo in parte a saldarsi con la punta più settentrionale dell’anticiclone azzorriano, disteso con i propri elementi dal nord Atlantico fino al mar di Norvegia.

Nell’area di confine fra il promontorio anticiclonico disteso fino alla Russia europea e la saccatura nord atlantica, ridossata ancora al traverso dell’Europa centrale, i fortissimi contrasti termici fra le due opposte avvezioni (quella fredda ad ovest e quella calda ad est) hanno originati dei massimi di “gradiente termico” e “gradiente di geopotenziale” che hanno rafforzato sensibilmente il ramo del “getto polare”, con diversi “streaks” (massimi di velocità del “getto”) che dall’Austria e dalla Repubblica Ceca si sono estesi alla Polonia e alle Repubbliche Baltiche, presentando velocità davvero molto rilevanti lungo la linea di demarcazione. Questa particolare configurazione barica dovrebbe tenerci compagnia fino al prossimo weekend, allorquando l’imponente anticiclone di blocco russo comincerà ad essere gradualmente eroso, soprattutto lungo il suo bordo più settentrionale, dalla nuova rigenerazione del “getto polare”, che dall’Atlantico si espande verso l’Europa centro-settentrionale, e dall’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” lungo il lato più occidentale della suddetta figura anticiclonica. L’indebolimento dell’imponente impalcatura anticiclonica sulla Russia europea inoltre favorirebbe l’ingresso di masse d’aria decisamente più fresche con un conseguente significativo calo dei valori termici, che si porteranno su valori decisamente più consoni per le medie del periodo su gran parte dei paesi dell’Europa orientale.