Prima analisi sull’area del Santuario Pelagos realizzata dal Wwf e che verrà presentata il prossimo 10 settembre a Montecarlo in una conferenza stampa
Il Santuario Pelagos, l’habitat principale delle balenottere comuni (il piu’ grande mammifero del Mediterraneo e il secondo al mondo) dei capodogli, di delfini e stenelle e’ in grado di difendere questi animali e rendere sostenibili le attivita’ che vi si svolgono? La risposta e’ contenuta nella prima analisi sull’area realizzata dal Wwf e che verra’ presentata il prossimo 10 settembre a Montecarlo in una conferenza stampa. L’evento si svolgera’ a bordo di nave ‘Palinuro’, veliero storico della Marina Militare Italiana, che concludera’ nel capoluogo monegasco il suo periplo legato alla Campagna di sensibilizzazione ‘MEdiTErraneo’ voluta da Wwf e Marina Militare: la Campagna, che ha preso il via il 5 giugno scorso, ha toccato in 5 tappe le coste italiane invitando gli italiani a conoscere meglio, amare e difendere il mare e in particolare a chiedere per il Santuario una protezione piu’ efficace. L’analisi sullo stato di salute del Santuario e le proposte per rendere efficace la sua gestione verranno illustrati, tra gli altri, anche dalla Presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi. Lo scorso giugno il Wwf aveva anticipato alcuni primi punti deboli dell’Accordo che istituisce dal 1999 il Santuario: l’area infatti e’ ancora giuridicamente debole e non riconosciuta nei paesi firmatari come reale area marina protetta. Manca un Ente gestore vero e proprio mentre il Segretariato Permanente non possiede ancora responsabilita’ chiare ne’ i mezzi finanziari per garantire uno stato di conservazione favorevole. “Oggi poco piu’ dell’1% dell’intero Mar Mediterraneo e’ sotto protezione e il Santuario Pelagos farebbe salire al 5% la percentuale protetta del Mediterraneo se godesse della necessaria tutela- avverte il Wwf- il Santuario, e’ la prima area transfrontaliera del Mediterraneo destinata alla tutela dei mammiferi marini la cui governance e’ ripartita tra Francia, Italia e principato di Monaco. L’area si estende per 87.500 km2 e ben oltre la zona costiera dei tre paesi coinvolti e rappresenta una delle maggiori sfide di conservazione mai lanciate nel Mediterraneo”.
Il Santuario Pelagos racchiude le acque costiere e l’ambiente pelagico dell’area compresa tra il promontorio della penisola di Giens e il Fosso Chiarone nella Toscana meridionale. Incorpora anche le acque che bagnano numerose isole: Corsica e Sardegna settentrionale e alcune isole piu’ piccole come quelle davanti a Hye’res, oltre al litorale della Liguria, dell’arcipelago toscano e delle Bocche di Bonifacio. Si estende su una superficie di 87.500 km2, con 2.022 km di litorale. E’ un tratto di mare estremamente ricco di vita pelagica e per questo uno dei piu’ importanti del bacino mediterraneo. Tra le specie presenti: balenottera comune, globicefalo, capodoglio, zifio, grampo, stenella, delfino comune, stenella striata, foca monaca. Le minacce per questo habitat sono rappresentate soprattutto dalle possibili collisioni con le navi che transitano in questo ampio tratto di mare, l’inquinamento e il prelievo insostenibile di pescato.
