Allerta Meteo, ecco come il maltempo si abbatterà sulle zone joniche di Calabria e Sicilia, attese piogge alluvionali

Mentre l'alta pressione copre l'Europa centro-orientale una severa ondata di maltempo si appresta a colpire duramente le zone ioniche. Allerta Meteo massima per le prossime ore

Come vi ho spiegato già la scorsa settimana la persistenza del tipico pattern atmosferico avvezzo allo “Scand+”, con la tendenza allo sviluppo di promontori anticiclonici dinamica che dal vicino Atlantico si distenderanno verso l’Europa centrale e la penisola Scandinava, sta favorendo di nuove intense fasi di maltempo che si accaniranno soprattutto sulle nostre Isole Maggiori e sulle regioni meridionali, dove entro Novembre si potranno registrare significativi surplus pluviometrici. Del resto in questi ultimi mesi, dalla fine di Agosto fino ad oggi, abbiamo osservato il frequente posizionamento di importanti promontori anticiclonici dinamici fra il mar di Norvegia, la penisola Scandinava, parte dell’est Europa e la Russia europea che hanno favorito una predominanza della ventilazione dai quadranti orientali sui mari che circondano l’Italia, con una prevalenza dei venti di grecale, levante e scirocco.

In modo particolare sui bacini più meridionali, come il Tirreno centro-meridionale e lo Ionio, dove la ventilazione dai quadranti orientali ha anche favorito importanti surplus pluviometrici lungo le coste ioniche della Calabria e della Sicilia. Insomma, non possiamo parlare di una vera e propria anomalia della circolazione atmosferica nei bassi strati, ma è interessante come questo andamento si sia protratto fino ad ora. E continuerà anche nell’imminente futuro visto che anche a partire dalla prossima settimana, con la ripresa del flusso zonale in uscita dalle coste del Canada orientale per una intensificazione del “gradiente di geopotenziale” fra la Groenlandia e l’East Coast degli USA, si verrà ad instaurare nuovamente un flusso di correnti dai quadranti orientali e nord-orientali, con l’irrompere di più freschi venti di bora sull’alto Adriatico e di grecale e levante sulle rimanenti regioni.

Anche a partire dalla prossima settimana l’isolamento di una nuova struttura anticiclonica fra le Isole Britanniche e la Francia, con un cuneo allungato fino alla Germania e alla Danimarca, non farà altro che favorire l’apertura della porta di nord-est, con l’avvento dei più freddi venti di bora e grecale sulle nostre regioni. Questa tendenza verrà enfatizzata anche dalla notevole intensificazione della “Madden Julian Oscillation”, i cui effetti, nelle prossime settimane, si ripercuoteranno fino alle nostre latitudini. Con il termine “Madden Julian Oscillation” si intende rappresentare la progressione verso est di grandi aree di pioggia tropicale, osservata soprattutto fra l’oceano Indiano orientale, l’area indonesiana, i mari attorno Papua Nuova Guinea e il settore centro-occidentale dell’oceano Pacifico.

98Quando il fenomeno della “Madden–Julian oscillation” si va a localizzare fra il Pacifico orientale e i mari antistanti l‘America centrale, alle medie latitudini dell’Oceano Atlantico viene favorito lo sviluppo di promontori anticicloni troposferici per l’azione di intensi “forcing” tramite vigorose pulsazioni anticicloniche dinamiche ad onda lunga, che dall’America centrale e dall’Atlantico tropicale occidentale si elevano fino all‘Atlantico settentrionale, ergendo quei robusti anticicloni di blocco che arrestano l‘umido flusso perturbato zonale che esce dal nord America, stabilendo un tipo di circolazione più meridiana. La lenta migrazione verso levante della fase di “MJO” produrrà l’insorgenza di una struttura di alta pressione sub-tropicale fra l’Africa nord-occidentale, il Mediterraneo centro-occidentale e l’Europa occidentale.

Tale pattern climatico è all’origine dei campi anticiclonici che durante la stagione invernale invadono il Mediterraneo, mentre le avvezioni fredde di matrice artica si propagano sull’est europeo e la Russia. Nei prossimi giorni l’intensificazione della “MJO” agevolerà la formazione di importanti “forcing” tropicali nell’alta troposfera, i quali oltre a creare anomalie positive di geopotenziale fra il vicino Atlantico orientale e l’Europa centro-settentrionale, contribuiranno a costruire solidi promontori anticiclonici dinamici che si distenderanno fra l’Europa centro-occidentale e la Scandinavia. Con questo tipo di configurazione spesso i fronti o le perturbazione di origine atlantica e i connessi sistemi frontali, trovandosi la strada sbarrata verso est da queste figure anticiclone, saranno costretti a scendere di latitudine, entrando sul bacino del Mediterraneo, dove vi rimarranno incastrati per giorni prima di colmarsi definitivamente, scaricando piogge particolarmente abbondanti e causando prolungate ondate di maltempo, con fenomeni temporaleschi anche di forte intensità.

LaPresse/Andrea Di Grazia

In questo caso il maltempo, dopo aver colpito le regioni tirreniche, dalla Toscana al Lazio e alla Campania nelle scorse ore, nel corso del weekend insisterà in modo pesante, con forti temporali e pericolosi nubifragi, proprio sulle regioni ioniche di Calabria e Sicilia. Difatti i resti del “CUT-OFF” scivolato sul Tirreno centrale nel corso della serata di domani scivoleranno sul Canale di Sicilia, spostandosi molto lentamente in direzione del basso Ionio. Proprio la circolazione depressionaria in quota, caratterizzata da un nocciolo di aria più fredda in quota (valori sui -21°C a 500 hpa), comincerà a contrapporsi con il margine più meridionale dell’imponente blocco anticiclonico posizionato sull’Europa centro-orientale, con massimi che entro la serata di venerdì potranno superare i 1040 hpa fra Bielorussia e nord dell’Ucraina, determinando un significato “gradiente barico orizzontale” fra i vicini Balcani e la Polonia, la Bielorussia e l’Ucraina.

Sarà proprio la presenza di questo solido promontorio anticiclonico di blocco a comprimere ulteriormente il “gradiente barico orizzontale”, già di per sé significativo, sullo Ionio, dando la genesi ad un intenso flusso da SE e E-SE, che nel corso della giornata di sabato raggiungeranno lo status di burrasca da E-SE sullo Ionio centro-meridionale. Questa configurazione bloccata enfatizzerà l’infittimento delle isobare sullo Ionio agevolando l’attivazione di venti burrascosi di scirocco che dal tratto di mare ad ovest di Creta e dalle coste più meridionali del Peloponneso si propagheranno allo Ionio, acquistando ulteriore intensità nel tratto di mare ad est della Sicilia, con una componente prevalentemente da E-SE ed Est che raggiungerà le coste della Sicilia e della Calabria ionica.

Qui l’umidissima ventilazione orientale, dopo essersi caricata di umidità durante il transito sopra le ancora calde acque superficiali dello Ionio impattando sui rilievi di Calabria e Sicilia orientale sarà costretta a salire bruscamente verso l’alto, favorendo una rapida saturazione delle masse d’aria (a quote basse), per l’azione del “forcing” orografico, con il conseguente sviluppo di estesi annuvolamenti (stau), pronti a dare la stura a rovesci e a temporali diffusi. Le precipitazioni risulteranno veramente molto intense e abbondanti sulle coste ioniche di Calabria e Sicilia, con picchi pluviometrici elevatissimi (si parla di punte fino ad oltre 250 mm sulle pedemontane) che potrebbero causare gravi criticità ad un territorio già più volte vulnerato dagli intensi eventi precipitativi dei mesi scorsi.