Cambiamento climatico: a rischio il pellegrinaggio alla Mecca

Secondo un recente studio, a breve il cambiamento climatico renderà impossibile vivere in diverse aree del Golfo Persico, rendendo impraticabile anche il pellegrinaggio alla Mecca

Ogni giorno cresce la paura relativa ai danni ed ai pericoli derivanti dall’aumento delle temperature. E’ certo che, tra diversi anni ciò che reputiamo ” normale “, non esisterà più. Tra le possibili vittime del cambiamento climatico potrebbe esservi anche il famoso pellegrinaggio alla Mecca, che coinvolge milioni di fedeli musulmani. La notizia arriva a causa di uno studio condotto da Jeremy S. Pal del dipartimento di ingegneria civile e scienze ambientali della Loyola Marymount University di Los Angeles ed Elfatih A. B. Eltahir dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts. Secondo gli studiosi, infatti, diverse aree del Golfo Persico entro il 2100 saranno invivibili, tra queste anche l’Arabia Saudita e la città santa di La Mecca. Dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, l’indice di calore potrebbe raggiungere presto i 77° C.

caldoLo studio ha analizzato la cosiddetta “temperatura a bulbo umido“, che è utilizzata per calcolare la capacità del corpo umano di tollerare umidità e calore. Il corpo umano, infatti, cede calore attraverso la sudorazione. Il meccanismo di raffreddamento attraverso la sudorazione ha efficienza solo se, la temperatura a bulbo umido si aggira intorno ai 35° C, superati questi il corpo non riesce a raffreddarsi da solo ed è seriamente a rischio, soprattutto negli spazi aperti. Ecco perchè un aumento delle temperature renderebbe impraticabile ed impossibile, il pellegrinaggio alla Mecca. Gli studiosi hanno sottolineato che, raramente la temperatura a bulbo umido supera i 31 °C, eppure lo scorso anno, nel Golfo Persico, questa è arrivata a toccare i 34°C, mettendo a rischio la vita di molti operai. La soluzione a questo problema ed il contenimento delle temperature, potrebbe essere data dal vertice ONU, previsto il prossimo 30 Novembre a Parigi, dove i leader mondiali potrebbero, attraverso adeguate misure, ridurre la gravità del fenomeno.