Carni cancerogene, Codacons: “punto di partenza per rilanciare e valorizzare il ‘made in Italy'”

Secondo la Codacons è necessario inserire sui prodotti, le etichette che indicano l’origine e la provenienza delle materie prime

Il dibattito sulla pericolosità delle carni rosse lavorate inserite dall’Oms nell’elenco delle sostanze cancerogene non sembra voler finire. Proprio la Codacons ha sottolineato la necessità di rendere obbligatoria l’apposizione di una etichetta, con l’indicazione del luogo di origine e delle materie prime utilizzate. Il presidente Carlo Rienzi ha spiegato che “Per far fronte alle conseguenze scaturite da decisioni come quella assunta pochi giorni fa dall`Oms, serve garantire la tracciabilità per tutti gli alimenti, anche quelli lavorati”. Infatti proprio per Rienzi, oggi si spacciano per italiani molti prodotti che in realtà non lo sono. O meglio, che sono stati trasformati in Italia, ma le cui materie prime provengono dai luoghi più disparati del mondo, dove la legislazione in fatto di salute, alimentazione degli animali, controlli ecc è assai diversa dalla nostra e meno rigorosa. “La lobby dell`industria alimentare, che da sempre si oppone all`indicazione d`origine obbligatoria delle materie prime, oggi versa lacrime di coccodrillo, paventando- continua Rienzi– le conseguenze negative che potrebbero scaturire dalla decisione dell`Oms. A maggior ragione il caso delle carni cancerogene dovrebbe essere il punto di partenza per rilanciare e valorizzare il ‘made in Italy’ inserendo per legge in etichetta l`origine delle materie prime che compongono insaccati e altre carni rosse lavorate, così da consentire al consumatore scelte consapevoli e premiare i produttori italiani”.