Da maggio 2013 sono stati aperti 40 stati di emergenza, di cui 14 ancora in corso, segnala Legambiente
L’Italia e’ colpita da fenomeni atmosferici sempre piu’ intensi, frequenti e localizzati, che ormai ogni anno provocano alluvioni, smottamenti e frane, e sono le conseguenze del riscaldamento globale in atto. “Nel nostro Paese, mettono in pericolo la vita delle persone e sotto pressione un territorio gia’ in larga parte a rischio idrogeologico e reso vulnerabile dal crescente consumo di suolo e dagli errori di un’urbanizzazione senza regole- segnala Legambiente- solo a contare quanto accaduto in citta’, sono circa 140 i principali fenomeni meteorologici estremi che hanno provocato danni dal 2010 a oggi”, consultabili sulla mappa di Legambiente del rischio climatico nelle citta’ italiane su www.planningclimatechange.org/atlanteclimatico. “I danni legati alle emergenze idrogeologiche degli ultimi 16 mesi ammontano a 7,9 miliardi di euro, secondo i dati di Italia Sicura, e da maggio 2013 sono stati aperti 40 stati di emergenza, di cui 14 ancora in corso- segnala Legambiente- ma la minaccia rappresentata dall’innalzamento della temperatura del pianeta continua a essere sottostimata e gli interventi a tutela del territorio sono prevalentemente interventi puntuali di difesa passiva, scarsamente efficaci. È indispensabile, invece, che le azioni di adattamento e la riduzione del rischio idrogeologico procedano insieme”. Insomma, “e’ urgente definire un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici- dice il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza- che contenga indicazioni concrete per mettere in sicurezza le persone e adattare i territori e le citta’. Il nostro governo deve cambiare le priorita’ di interventi e investimenti in questo senso. Perche’ l’intensita’ e l’andamento delle piogge, gli episodi di trombe d’aria e di ondate di calore stanno accelerando con il riscaldamento globale e assumendo caratteristiche in parte nuove. Le conseguenze di un ulteriore crescita della temperatura del pianeta, se non si riuscira’ a contenerla almeno entro i due gradi centigradi, sono molto rischiose. Per questo e’ imprescindibile ridurre le emissioni di gas serra e investire per la messa in sicurezza dei territori. Due obiettivi fondamentali che devono essere fissati in modo obbligatorio nell’accordo internazionale che uscira’ dalla Conferenza sul clima di Parigi”.
