Le ricerche del Cnr dimostrano come i cambiamenti climatici possano danneggiare il nostro patrimonio artistico
Ogni Paese racconta la sua storia non solo attraverso i libri, ma anche attraverso i monumenti e le opere che riempiono il loro territorio. L’Europa, soprattutto, è uno di quei continenti che racchiudono una storia secolare e una ricchezza artistico- culturale da far invidia. Eppure, ogni giorno tale patrimonio corre diversi rischi. I più pericolosi sono quelli legati all’ambiente e ai cambiamenti climatici. Una recente ricerca condotta dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (Isac) del Cnr, che ha infatti rilevato quanto sia dannoso il cambiamento climatico sul patrimonio artistico- culturale mondiale. Lo studio – spiega Anna Maria Carchidi sull’Almanacco della Scienza del CNR – si concentra sull’analisi dei meccanismi chimici, fisici e biologici che emergono dal rapporto tra ambiente e patrimonio; soprattutto quando quest’ultimo si rapporta con l’alterazione del clima e del microclima. Dai risultati ottenuti si evince che l’acqua sia l’elemento più dannoso per i nostri tesori, sia che si tratti di piogge intense, come le alluvioni, sia che si tratti di piogge lievi e continue. I danni provocati da queste riguardano sia i tetti dei monumenti che tutti gli elementi ornamentali. Non solo, frequenti sono le infiltrazioni dei materiali o la nascita di microrganismi sui materiali unita anche ad una corrosione delle parti metalliche. Per ciò che riguarda i marmi, il materiale più a rischio, la loro dissoluzione sarà dovuto nel prossimo tempo, all’effetto carsico che riguarda l’aumento dell‘anidride carbonica. A quanto pare, le piogge acide saranno quelle che provocheranno meno danni.
