Secondo gli esperti delle Nazioni Unite il fenomento meteo che si sta preparando in questi mesi sarebbe il peggiore degli ultimi 65 anni e avrebbe tutta la potenzialità per provocare eventi meteorologici estremi
L’allarme è stato lanciato dall’Onu: il prossimo El Niño, il fenomeno climatico periodico del Pacifico centrale che provoca inondazioni, siccità e altre violente perturbazioni, potrebbe avere effetti molto gravi e lasciare quattro milioni di persone senza cibo e acqua potabile. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, infatti, quello che si sta preparando in questi mesi sarebbe il peggiore degli ultimi 65 anni e avrebbe tutta la potenzialità per provocare eventi meteorologici estremi, arrivando persino ad essere più disastroso di quello del 1997-98, durante il quale morirono 23 mila persone.

L’obiettivo del V20 sarà quello di rafforzare la cooperazione e l’azione economico-finanziaria per far fronte ai rischi dei cambiamenti climatici e promuovere il passaggio verso un’economia globale a livelli più bassi di anidride carbonica. Lo scopo è poi quello di migliorare l’accesso ai mezzi finanziari internazionali per fare fronte a siccità, alluvioni, scioglimento dei ghiacciai e livelli dei mari crescenti, grazie alla creazione di un meccanismo assicurativo che unisca pubblico e privato contro i disastri provocati dal global warming. I paesi che fanno parte del gruppo V20 contribuiscono solo al 2% delle emissioni dei gas effetto serra, eppure dal 2010 lamentano un numero impressionante di vittime delle conseguenze del rialzo delle temperature: una media di oltre 50mila morti ogni anno.
