L’ultimo alpinista del 2015 impegnato nella scalata dell’Everest, il giapponese Nobukazu Kuriki ha abbandonato lasciando il campo base per ritornare a Kathmandu.
L’Everest, la montagna piu’ alta del pianeta, nel 2015 restera’ inviolata. Nessun alpinista entro la fine dell’anno raggiungera’ gli 8.848 metri della cima dell’Himalaya tra Cina e Nepal. L’ultima volta è accaduto nel 1974. L’ultimo alpinista del 2015 impegnato nella scalata dell’Everest, il giapponese Nobukazu Kuriki ha abbandonato lasciando il campo base per ritornare a Kathmandu. A darne la notizia Tiku Gurung, il tour operator che ha organizzato la spedizione di Kuriki. Il 33enne nipponico originario di Tokyo ci ha provato per cinque volte senza pero’ mai riuscirci. Nel corso dei suoi tentativi perse nove delle dieci dita delle mani, parzialmente amputate a seguito di gravi congelamenti. Kuriki ha dovuto rinunciare causa le cattive condizioni meteo che imperversano in quella zona. L’abbandono, come Kuriki ha scritto sul suo twitter, a 700 metri dalla cima: “non sarei tornato vivo se avessi proseguito per i venti forti e la grande quantita’ di neve”. Il fascino dell’Everest, Chomolungma per le popolazioni locali, attira sempre ma nel 2015, tra il violento terremoto di aprile che ha reso il terremo molto instabile e la chiusura da parte delle autorita’ cinesi del versante nord della montagna (ghiacciaio Rongbuk), le vocazioni verso la montagna piu’ alta del mondo sono state molto basse. In vista della prossima stagione delle scalate, la primavera 2016, le autorita’ nepalesi, ai fini di diminuire l’affollamento sull’Everest, stanno studiano un provvedimento per impedire l’accesso alla montagna ad alpinisti inesperti, ai disabili, ai vecchi e ai giovani. Le autorita’ cinesi gia’ alcuni anni fa avevano deciso di impedire l’ascesa ad alpinisti sotto i 16 anni e sopra i 75.
