Fecondazione: 800 coppie in cura al Sandro Pertini di Roma

I nuovi numeri del rinnovato centro di Pma dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, protagonista nel 2013 dell’ormai celebre ‘scambio di embrioni

Ottocento coppie in cura, 400 tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) avviate, di cui 200 di secondo livello (quindi fecondazione in vitro vera e propria). E un tasso di successo superiore alla media nazionale, con 48 gravidanze in corso. Sono i nuovi numeri del rinnovato centro di Pma dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, protagonista nel 2013 dell’ormai celebre ‘scambio di embrioni’. Una storia ormai passata, testimoniano i dati: oggi il tasso di gravidanze ottenute a seguito di tecniche di procreazione di II livello effettuate in donne tra 30 e 43 anni è pari al 29,3%, laddove la media nazionale è del 25,9% (dati Iss). E, nel dettaglio, si va da un tasso del 41,4% di gravidanze ottenute tra donne con meno di 35 anni, fino a un 26% di tasso di successo tra 39 e 42 anni, contro una media italiana del 15%. I dati verranno presentati e commentati in occasione della nona edizione de ‘Le giornate di andrologia e di medicina della riproduzione’, presiedute da Rocco Rago, nuovo direttore della struttura pubblica capitolina, e da Andrea Lenzi, ordinario di endocrinologia alla Sapienza di Roma. “Il centro non ha attualmente liste d’attesa – spiega all’Adnkronos Salute Rago – grazie a una speciale organizzazione: abbiamo una sala operatoria e un anestesista dedicati e non dobbiamo dunque inserirci nella turnazione delle sale operatorie dell’ospedale, in cui prevale la patologia più importante. Tutto sta nell’inquadrare la coppia nell’iter più adatto: telefonando al Cup è possibile prenotare subito la prima visita per entrambi i partner. La coppia viene infatti accompagnata in un continuum e soprattutto vengono visitati sempre sia la donna che l’uomo. E si va per gradi: non viene subito messa in lista per la Fivet, ma si tenta prima con altri metodi, se del caso”. “Da marzo 2015 a oggi – evidenzia l’andrologo – abbiamo eseguito 400 tecniche di Pma, di cui la metà di secondo livello. I risultati sono molto incoraggianti: nel complesso, tra i 30 e i 43 anni il tasso di ‘successo’ è del 29,3%, contro circa il 26% della media nazionale. Andando per sottocategorie, al di sotto dei 35 anni superiamo il 41%, contro il 30% nazionale, tra i 36 e i 38 anni ci attestiamo al 32% (media nazionale 25%) e al di sopra dei 43 anni manteniamo un 11% contro la media del 7%”. “E’ superfluo ricordare che il centro è stato fermo per quasi 1 anno – aggiunge il neodirettore – e che ogni attività che riparte da ‘zero’, soprattutto dopo un grave evento avverso, ha una gradualità oggettiva e fisiologica nel riprendere confidenza con le procedure e soprattutto riacquistare la fiducia dell’utenza. Ciò premesso, a oggi sono state attivate oltre 800 nuove cartelle cliniche e ottenuto un tasso di gravidanze cumulativo” di quasi il 30%. “Questo risultato – ribadisce – è il frutto di un totale rinnovamento, non solo strutturale e tecnologico ma soprattutto organizzativo. Nuove regole, procedure (come la ‘Identicard’, tessera identificativa con foto di entrambi i partner da presentare a ogni visita) e protocolli terapeutici: in sintesi un nuovo modello di assistenza basato sulla personalizzazione non solo della terapia, ma anche del rapporto medico-paziente. La coppia infertile è un soggetto molto fragile per il vissuto che la accompagna e quello che cerca, prima del risultato, è sentirsi a proprio agio come a casa propria, circondata da persone che sono attente al particolare e che condividono sia la gioia che il fallimento”.