Genova si prepara all’ultimo weekend di Festival della Scienza
Fra cosmologia e ateismo, balene e intelligenza artificiale, Genova si prepara all’ultimo weekend di Festival della Scienza. Un finale pirotecnico all’insegna dell’equilibrio, con celebri scienziati come John Barrow, Tomaso Poggio, Edoardo Boncinelli, Giulio Giorello.
Sabato 31 ottobre si parte con Dante e la scienza (ore 11, Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale). Un viaggio lungo sette secoli: è il tempo che divide la Divina Commedia da Albert Einstein, di cui il poeta fiorentino ha anticipato visioni e teorie. Edoardo Boncinelli aiuterà a capire quali sono i collegamenti dell’opera duecentesca con la scienza contemporanea. Alle 14 c’è Norman Borlaug. Lo scienziato che vinse il Nobel per la pace (Sala del Maggior Consiglio). Borlaug è sicuramente meno noto di Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King o Nelson Mandela: eppure se si calcolasse chi ha salvato più vite umane, non avrebbe rivali al mondo. Ma cosa ha fatto di così importante questo agronomo statunitense, “padre della rivoluzione verde”? Lo racconterà Roberto Defez dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Napoli.
Non sempre la scienza ha tutte le risposte, e a volte quasi si confonde con l’arte. È così per la medicina, Una scienza troppo umana? (ore 14.30, Palazzo della Borsa). Ne parleranno Cristina Amoretti, Gilberto Corbellini e Pierdaniele Giaretta. Il pensiero critico (ore 16, Sala del Maggior Consiglio) pone altre questioni: quali sono le responsabilità degli scienziati nella società contemporanea? Chi conosce la deontologia della ricerca? Luca Bonfanti, Paolo Legrenzi, Armando Massarenti e Lucio Russo cercheranno una risposta tra senso comune, logica e scienza. Alle 16.30 nel Museo Diocesano è in programma Conosci i tuoi polli: mamme e bambini, question time per parlare di parto cesareo, svezzamento e vaccini. Le invenzioni della biomimetica (ore 16.30, Palazzo Della Borsa), mostreranno il ponte tra curiosità naturalistica e tecnologia, Farmaci e antibiotici tra necessità e abuso (ore 16.30, Sala del Minor Consiglio) le conseguenze delle medicine su ambiente, animali e consumatori.
Alle 18 uno degli appuntamenti più attesi del Festival: Svelare il mistero dell’intelligenza, (Sala del Maggior Consiglio), lectio magistralis del neuroscienziato Tomaso Poggio, tra i padri dell’intelligenza artificiale. Spazio poi a discussioni su uomini e animali: Alimenti a 100 zampe (con Franco Antoniazzi e Lorenzo La Torre; Museo Diocesano, ore 18.30), Cervelli che contano (con Nicla Panciera e Giorgio Vallortigara; ore 18.30, Palazzo della Borsa) e Inseguendo le balene (con Alessandro Bocconcelli; ore 18.30, Sala del Minor Consiglio). Alle 21 conferenza/spettacolo Gli infiniti di Luca Ronconi (Sala del Maggior Consiglio) con John Barrow, Ariella Beddini, Roberta Carlotto, Pino Donghi, Sergio Escobar, Giulio Giorello. Un tributo del Festival della Scienza all’attore e registra teatrale Luca Ronconi, a otto mesi dalla sua scomparsa.
Albert Einstein è di nuovo protagonista domenica primo novembre con Einstein, reloaded (ore 11, Sala del Maggior Consiglio). Un incontro tra il fisico e giornalista scientifico Marco Cattaneo, Amedeo Balbi, astrofisico, e Vincenzo Barone, docente di fisica teorica. Equilibrio di luce e atomi (con Massimo Inguscio; ore 14, Sala del Maggior Consiglio) porta a pochi miliardesimi di grado sopra lo zero assoluto. Robot come piante (ore 16, Sala del Maggior Consiglio) è un viaggio alla scoperta di Plantoide, il primo robot al mondo che si ispira a un vegetale. Le domande continuano con Irrazionali e contenti (con Silvia Bencivelli e Giordano Zevi; ore 16, Palazzo della Borsa): da dove vengono le decisioni economiche? Perché non sono sempre razionali?
Migranti, da sempre (ore 18, Sala del Maggior Consiglio) è dedicato invece al tema delle migrazioni, da mesi cuore del dibattito e dello scontro politico: una finestra che si apre sulla millenaria storia dell’uomo con Valerio Calzolaio e Telmo Pievani. Infine, nella conferenza In altri linguaggi (ore 18.30, Sala del Minor Consiglio) Francesco Cassata e Domenico Scarpa analizzano la vena fantascientifica di Primo Levi.
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