Un nuovo nucleo di aria fredda sta per invadere la Russia, attese nuove nevicate fino al piano e una diminuzione delle temperature
Mentre sull’area siberiana comincia ad avviarsi il cosiddetto “raffreddamento pellicolare”, con l’isolamento del primo “cuscinetto di aria fredda” in prossimità del suolo, sulla Russia europea l’inverno comincia a lanciare i primi segnali. Proprio nel corso del weekend il transito di un esteso sistema frontale a carattere freddo, legato ad una profonda circolazione depressionaria con un minimo sul mare di Barents, ha determinato intense nevicate, anche a carattere di rovescio, su diversi Oblast’ della Russia europea occidentale e settentrionale. Incluso l’Oblast’ di Mosca, dove una fitta nevicata ha arrecato ingenti disagi al traffico stradale.

Ma già dalle prossime ore l’affondo di una nuova saccatura artica, colma di aria molto gelida in quota, che dal mare di Barents, dove è collocato il profondo ciclone extratropicale riempito di aria gelida d’estrazione artica, si elongherà fino alle Repubbliche Baltiche e all’ovest della Russia europea, spingerà sopra il comparto russo una nuova irruzione di aria fredda che produrrà un ulteriore raffreddamento e nuove nevicate sparse sulle pianure Sarmatiche centro-occidentali. All’interno dell’asse di questa nuova saccatura, a seguito della sensibile intensificazione della vorticità positiva in quota, si costruirà una nuova ciclogenesi (per effetto “sottovento” al ramo discendente del “getto polare”), interamente riempita dall’aria molto fredda e pesante, di diretta estrazione artica. Questo vortice ciclonico, colmo di aria molto fredda, per non dire gelida, dopo essersi chiuso all’interno dell’asse di saccatura si andrà a collocare fra l’est della Finlandia e la Repubblica della Carelia, determinando una compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il promontorio anticiclonico in fase di elevazione sulla Scandinavia e la suddetta giovane ciclogenesi.
Quest’ultima muovendosi in direzione del comparto russo, contribuirà ad accelerare la circolazione dei venti dai quadranti settentrionali, che dal mar di Barents si versano sopra le pianure della Russia europea, sfondando fino alle alture del Volga, dove l’affondo freddo si sfogherà in una sostenuta ventilazione da Ovest, O-NO e NO, con raffiche che localmente, specie sulla Carelia, potranno lambire i 50-60 km/h. Il manto nevoso che cadrà su buona parte del bassopiano Sarmatico favorirà, nei prossimi giorni, un ulteriore raffreddamento dello strato d’aria prossimo al suolo, con temperature, che nelle ore notturne, grazie al maggior irraggiamento notturno di fine Ottobre inizio Novembre, potranno scivolare al di sotto dei -4°C -6°C. Sul finire della settimana sopra le distese pianeggianti sarmatiche, si isolerà il primo nucleo di aria fredda che aprirà le porte per l’avvento dei primi freddi autunnali e alle prime nevicate sul vecchio continente. Segno che il cambio di stagione è sempre più vicino. Questione ancora di qualche settimana prima che ad est degli Urali il “generale inverno” cominci a dispiegare le proprie truppe alla volta del continente.