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Freddo e neve cominciano ad invadere l’Europa da nord/est, l’aria gelida si invorticherà in una spettacolare ciclogenesi
Come da previsione la prima ondata di freddo, proveniente dal mar di Barents e dalla Novaja Zemlja, si è gettata sopra le pianure della Russia europea centro-settentrionale, riportando i termometri su valori al di sotto dei +0°C, con il conseguente ritorno della neve fino a quote pianeggianti su buona parte della Russia centro-settentrionale. Nel corso delle prossime ore la quota dello “zero termico” raggiungerà il piano fino alla regione degli Urali settentrionali, dove si prevedono nevicate significative, capaci di lasciare accumuli al suolo, anche di una certa consistenza. In particolare nelle aree a nord del bacino del Volga e nella regione degli Urali settentrionali, dove si verificheranno anche veri e propri rovesci di neve, agevolati dalle temperature che si spingeranno su valori prossimi ai +0°C.
L’avvezione fredda che si getterà fino al cuore del bassopiano Sarmatico, verrà prodotta dall’ennesima elongazione verso nord di un estesa e robusto promontorio anticiclonico dinamico, che dalla Scandinavia si spingerà con i propri elementi più settentrionali fino al mar di Barents e alle isole Svalbard. Tale figura anticiclonica, contraddistinta da massimi di geopotenziale piuttosto elevati nella media troposfera, inoltre verrà alimentata da aria più calda, di tipo temperata oceanica, risucchiata direttamente dall’anticiclone delle Azzorre, che manterrà il proprio baricentro sul medio Atlantico.
L’elongazione verso il mare di Barents e l’Artico norvegese di questa ampia struttura anticiclonica, da giorni persistente fra il sud della Scandinavia e l’Europa centro-orientale, caratterizzata da elevati valori di geopotenziale in quota, costringe il ramo principale del “getto polare” a ondularsi, spingendosi sopra i 60° di latitudine nord, fin sul mar di Barents, per poi aggirare a nord l’ostacolo anticiclonico, deflettendo successivamente verso sud-est, al traverso della Russia europea, con un ramo meridianizzato che si prolungherà fino al bassopiano Sarmatico e all’area degli Urali. La presenza di questo ramo discendente del “getto polare”, che dal mare di Barents si spinge fino alla Russia europea, sta alimentando l’affondo di una saccatura artica, che dal mare di Barents si allungherà verso latitudini più meridionali, in direzione della Carelia e della Russia occidentale, permettendo il conseguente ingresso di masse d’aria molto fredde, per non dire gelide in quota, di diretta estrazione artica, facenti capo alla circolazione del vortice polare in azione sul mar Glaciale Artico.
La spettacolare ciclogenesi a carattere freddo che si isolerà sul comparto russo
Queste affluendo a tutte le quote tenderanno a scivolare lungo il margine orientale del promontorio anticiclonico ubicato con i propri massimi sulla penisola Scandinava, sotto una sostenuta, a tratti pure intensa, ventilazione da NO e N-NO, che dal mare di Barents dilagherà sopra le vaste pianure sarmatiche, provocando un brusco calo termico, oltre che una significativa destabilizzazione atmosferica, esacerbata proprio dall’affondo meridiano del ramo principale del “getto polare”, fino al sud della Carelia, che incrementerà l’avvezione di vorticità positiva sull’intero territorio russo. All’interno della saccatura, che nella giornata di domani estenderà la propria base fino all’Ucraina orientale, a seguito della sensibile intensificazione della vorticità positiva in quota s’innescherà una ciclogenesi (per effetto “sottovento” al ramo discendente del “getto polare”), interamente riempita da aria molto fredda e pesante, di diretta estrazione artica.
Questo ciclone extratropicale, colmo di aria molto fredda, dopo essersi chiuso all’interno dell’asse di saccatura, approfondendosi ulteriormente, associandosi ad una marcata “anomalia della tropopausa dinamica” in quota, si andrà a collocare a ridosso della Russia orientale, con un minimo pronto a scendere sui 975 hpa, determinando una notevole compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il robusto promontorio anticiclonico insistente sulla Scandinavia e la suddetta giovane ciclogenesi. L’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra il promontorio anticiclonico sulla Scandinavia e la giovane circolazione depressionaria a carattere freddo sulla Russia determinerà anche un ulteriore accelerazione del flusso freddo da Nord, N-NO e NO, con venti anche piuttosto intensi e rafficosi che interesseranno buona parte della Russia e l’Ucraina centro-orientale.
La ventilazione da N-NE e NE, attiva sul bordo settentrionale della circolazione depressionaria, potrà varcare la soglia d’attenzione sulla Russia settentrionale, in particolare nell’area compresa fra le coste artiche affacciate sul mare di Barents e il settore settentrionale della Russia europea. Durante l’affondo della saccatura le masse d’aria molto fredde, di origini artiche, che dal mare di Barents, tramite la penisola di Kola e il mar Bianco, scivoleranno sul bassopiano Sarmatico e l’area degli Urali tenderanno a scalfire lo strato di aria più mite preesistente nei pressi del suolo (valori di +12°C +14°C), dando origine a correnti ascensionali che favoriranno lo sviluppo di annuvolamenti, a prevalente carattere cumuliforme.
Questi annuvolamenti cumuliformi, sviluppandosi nel pieno dell’avvezione fredda attiva a tutte le quote, con isoterme prossime ai -7°C -9°C a 850 hpa, riusciranno a dare la stura a nevicate e deboli rovesci di neve in diverse località della Russia europea settentrionale e degli Urali, dove i termometri scenderanno di poco sotto la soglia dei +0°C. Entro oggi la neve tornerà ad imbiancare molte città della Russia centro-settentrionale, dove i terreni innevati di fresco potranno favorire anche un certo raffreddamento tramite l’effetto “Albedo”. Ma fra giovedì e venerdì, con la discesa del blocco di aria fredda (-10°C a 850 hpa) verso la Russia centrale, qualche rovescio di neve, misto alla pioggia, si potrà vedere anche a Mosca e Kazan, dove la colonnina di mercurio con l’avvento dei freddi venti da N-NO si spingerà di poco la soglia dei +0°C.
In caso di rovesci intensi, date le termiche piuttosto favorevoli, non sono esclusi neppure accumuli al suolo di neve molto umida. Le nevicate più intense interesseranno soprattutto gli Oblast’ della Russia settentrionale e l’area lungo il bacino del Volga, dove saranno probabili dei rovesci nevosi a carattere sparso localizzati lungo il settore post-frontale dell’ampia quanto profonda circolazione depressionaria. Queste prime nevicate attese sulle pianure russe avranno come primo effetto quello di determinare un brusco raffreddamento dello strato d’aria prossimo al suolo. I terreni innevati di fresco, causeranno un massiccio raffreddamento dello strato d’aria presente nei bassi strati, incrementando il forte raffreddamento che proprio in questo periodo caratterizza l’Eurasia, a seguito della diminuzione del soleggiamento diurno e dell’allungamento della notte sul giorno.