Greenpeace: in Romania il disboscamento illegale ha causato danni per 52 milioni nel 2013-2014

Le contee che hanno registrato il maggior numero di casi di disboscamento illegale sono: Arges, Bacau e Mures

La Romania perde ogni ora circa tre ettari di foresta e registra ogni giorno 62 casi di disboscamento illegale. Lo rivela l’ultimo rapporto di Greenpeace Romania che ha monitorato, sulla base dei dati delle autorita’, l’attivita’ di disboscamento illegale nel periodo 2013-2014. Secondo il rapporto, i danni causati dal disboscamento illegale delle foreste in Romania nel 2013 e nel 2014 sono stati di circa 52,1 milioni di euro e le contee in cui sono scomparse le piu’ grandi quantita’ di legname sono Cluj, Alba, Arges, Mures e Maramures. econdo la ricerca, nel periodo analizzato ci sono stati 45.509 casi di disboscamento illegale, pari a una media di 62 casi giorno, in aumento dai 28 casi al giorno registrati tra il 2009 e il 2011 e rispetto ai 50 casi al giorno dell’anno 2012. Le autorita’ hanno pertanto individuato a livello nazionale un importo di 1.011.892 metri cubi associati ai casi di disboscamento illegale, vale a dire 22 metri cubi per caso. Le contee che hanno registrato il maggior numero di casi di disboscamento illegale sono: Arges (5.851 casi, il 12,85 per cento di tutti i casi a livello nazionale); Bacau (3.538 casi, il 7,7 per cento); Mures (3.351 casi, il 7,3 per cento). La contea di Arges e’ quella che aveva fatto registrare il piu’ alto numero di casi di disboscamento illegale anche nel periodo 2009-2011, quando si erano segnalati 6.458 casi. Secondo un’altra ricerca condotta da Greenpeace, il ritmo del disboscamento rimane a un livello allarmante, attestandosi sui tre ettari all’ora. La Corte dei conti europea ha pubblicato proprio nei giorni scorsi un rapporto secondo il quale la Romania, la Grecia, l’Ungheria e la Spagna non hanno ancora pienamente attuato il regolamento Ue sul legname. L’Unione europea ritiene che uno degli strumenti piu’ efficaci contro il cambiamento climatico sia proprio la lotta contro il disboscamento illegale. Di conseguenza, Bruxelles critica il fatto che paesi come la Romania siano gli “anelli deboli” della catena. Commentando il rapporto, il ministro dell’Ambiente Gratiela Gavrilescu ha confermato la gravita’ del fenomeno. “Le cifre ci sono note, le abbiamo scoperte nell’ambito delle indagini svolte quando abbiamo sollevato la questione del disboscamento illegale alla Corte suprema della difesa nazionale (Csat). Per queste ragioni abbiamo creato la Guardia forestale e abbiamo istituito il radar delle foreste”, ha detto il ministro in una dichiarazione alla stampa. Da parte loro, gli accusati – vale a dire i rappresentanti dell’industria manifatturiera – negano le critiche e sostengono che “il disboscamento illegale compromette seriamente le foreste e l’intera industria della lavorazione del legno, quindi e’ nell’interesse di tutti promuovere la sostenibilita’ e avere un sistema rigoroso di controllo effettivo”. In relazione al fenomeno del disboscamento illegale, si legge ancora nel rapporto, questo potrebbe essere ridotto mediante l’applicazione di pene piu’ severe. “Attualmente la legge prevede che se il danno e’ quantificabile fino a cinque volte il prezzo medio di un metro cubo di legno, il reato e’ punibile solo con una multa. Allo stesso tempo, c’e’ la necessita’ di una migliore collaborazione tra le istituzioni di controllo (polizia, Guardia forestale e gendarmeria) e di una maggiore assegnazione di personale supplementare per migliorare la copertura delle foreste, delle aree isolate ma anche l’organizzazione di un sistema permanente di sorveglianza (anche durante la notte)”, conclude il documento.