La bolletta energetica italiana potrebbe diminuire del 90% grazie alla decarbonizzazione

“Una forte ‘decarbonizzazione’ del sistema energetico italiano consentirebbe una riduzione dell’80% delle emissioni di CO2 e un risparmio fino a 66 miliardi di euro sulla bolletta energetica nazionale”

Attuando una serie di politiche che implicano un basso contenuto di carbonio si potrebbero avere risparmi fino a 66 miliardi di euro all’anno sulla bolletta energetica dell’Italia, e contemporaneamente arrivare ad una riduzione dell’80% delle emissioni di CO2. E’ questo, in sintesi, ciò che emerge dal rapporto realizzato dall’Enea in collaborazione con la Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem). Lo studio, denominato ‘Pathways to deep decarbonization in Italy – 2015’ (Percorsi verso la decarbonizzazione profonda in Italia), è stato presentato ieri nella sede dell’Agenzia. In base a quando riportato nel documento, infatti, ”una forte ‘decarbonizzazione’ del sistema energetico italiano consentirebbe una riduzione dell’80% delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990 e un risparmio fino a 66 miliardi di euro sulla bolletta energetica nazionale, in uno scenario al 2050 che vede un aumento tendenziale dei prezzi delle fonti fossili”. Il report, che fa capo al ‘Deep decarbonization Pathways project’ (Ddpp), ovvero il primo programma di cooperazione globale per un’economia a basso contenuto di carbonio, prende in considerazione tre diversi scenari di decarbonizzazione di qui ai prossimi 35 anni: il primo prevede un maggior utilizzo di fonti rinnovabili e tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2; il secondo si concentra sull’efficienza energetica; il terzo è caratterizzato da una limitata disponibilità di tecnologie innovative e fonti alternative. In totale sono state delineate cinque linee guida per il passaggio ad un’economia ‘low-carbon’, ”attraverso una trasformazione radicale del mix di fonti per la produzione di energia elettrica e le modalità di consumo”.