La sonda Cassini si è avvicinata alla luna di Saturno, Encelado, passando a meno di 50 km dal satellite
Nel suo viaggio alla ricerca di pianeti o satelliti che potrebbero ospitare la vita, la sonda Cassini della Nasa ieri è riuscita superare forse una delle più grandi difficoltà incontrate fino a oggi. Mercoledì Cassini è riuscita ad avvicinarsi alla luna di Saturno, Encelado, dove dal terreno si alzano geyser di acqua ghiacciata che potrebbero arrivare da un oceano sotterraneo. La sonda è passata a meno di 50 chilometri sopra il polo sud del satellite, raccogliendo dati campioni e dati sui getti ghiacciati che si ritene possano provenire ada un oceano sotterraneo. Adesso la Nasa attende che nelle prossime 24-48 ore arrivino le prime immagini. Foto che potrebbero portare gli scienziati a capire di cosa sono composti questi geyser, quanti sono e se le condizioni della luna possono sostenere la vita. La piccola luna che orbita intorno a Saturno aveva stupito gli scienziati quando nel 2005 avevano scoperto i getti ghiacciati nei pressi del suo polo sud. Dopo anni di analisi la Nasa all’inizio del 2015 aveva annunciato che Encelado ha un oceano sotterraneo. La missione della sonda Cassini è nata dall’unione tra Nasa, l’agenzia spaziale europea e quella italiana con un investimento di 3,26 miliardi di dollari. Cassini è la prima sonda spaziale ad aver orbitato intorno a Saturno.
