“Agrospace è una definizione incredibile, è come se il cerchio si fosse chiuso”
“Come cibo da consumare nello spazio, le pillole sono una realtà romanzata. A bordo dello shuttle però non c’è il frigo o il forno; all’inizio, anni fa, ci si portava dietro dei cibi freschi tipo la frutta o la verdura, che però dura solo due o tre giorni e poi va a male. Per il resto si trattava di cibi liofilizzati, ma li facevano gli americani, e non brillavano certo per la cucina!”. Lo ha dichiarato Maurizio Cheli, originario di Zocca, astronauta dal 1993. “La missione su Marte sarà molto complessa, il cibo fa parte di una di queste complessità, perché il viaggio è lungo e c’è il problema delle radiazioni sulle persone e sul cibo, soprattutto se viene coltivato al di fuori della stazione. Ci sono tanti motivi per studiare questi temi nei prossimi anni. ‘Agrospace’ è una definizione incredibile, è come se il cerchio si fosse chiuso, perché l’agricoltura è l’attività primordiale dell’uomo mentre il settore areospaziale fa pensare al futuro. Sappiamo quanto il cibo abbia influssi importanti sulla nostra salute, e sappiamo che potrà anche condizionare importanti scelte economiche e politiche in futuro”.
