Pur non effettuando il “landfall” sulle coste degli USA l’uragano “Joaquin” rischia di produrre piogge torrenziali, ecco perchè
Dopo aver spazzato in modo anche violento le Bahamas, con furiosi venti ciclonici che hanno raggiunto l’intensità di uragano di 2^ categoria Saffir-Simpson, l’uragano “Joaquin”, il più forte tra quelli fino ad oggi osservati in Atlantico, comincia a spaventare l’East Coast degli Stati Uniti. Il nucleo centrale dell’uragano, che durante il passaggio sulle isole aveva mantenuto la 4^ categoria della Saffir-Simpson, con una pressione centrale di 935 hpa e venti medi sostenuti oltre i 220-230 km/h nell’area attorno l’occhio, è transitato alla distanza minima da Crooked Island e Acklins Island, tanto che l’occhio centrale del sistema ha appena lambito, le suddette isole.
L’arrivo dell’uragano è stato preceduto dall’avvento di fortissimi venti ciclonici che hanno oltrepassato la soglia dei 150-160 km/h. Il sensibile rinforzo della ventilazione ha causato anche un rapido incremento del moto ondoso, con lo sviluppo di ondate davvero imponenti, che hanno raggiunto i 6-7 metri di altezza nel tratto di oceano poco a nord delle Bahamas. Ma le onde più grandi si sono create proprio lungo il lato orientale di “Joaquin”, lì dove erano attive le tempeste di vento più violente, da S-SO, Sud e S-SE, con venti formidabili, capaci di lambire la soglia dei 220-230 km/h. Queste furibonde tempeste hanno sollevate onde di “mare vivo” alte anche più di 7 metri, che sono andate ad infrangersi con grande impeto lungo i tratti di costa meridionali dei singoli isolotti, rompendosi rumorosamente sopra la barriera corallina in lunghi frangenti biancheggianti di spuma, ben visibili da distanze ragguardevoli.

Ma nonostante questo le aree costiere dell’Est Coast statunitense, dal North Carolina fino al New Jersey, rischiano di essere interessate da piogge molto intense, capaci di causare locali allagamenti, e forti raffiche di vento da NE e N-NE. Queste precipitazioni molto abbondanti, a tratti anche eccezionali, che si prepareranno a colpire le coste orientali degli Stati Uniti, dal North Carolina fino al Delaware e al New Jersey, saranno prodotte non tanto dal passaggio dell’uragano, quanto dall’umidissimo flusso di aria calda che esce dalla profonda circolazione ciclonica tropicale. L’ingente quantitativo di vapore acqueo tropicale risucchiato da “Joaquin”, durante il passaggio nel tratto di oceano a nord delle Bahamas, lì dove le acque superficiali dell’Atlantico superano i +29°C +30°C, una volta uscito dalla profondissima circolazione ciclonica si spingerà, in parte, verso le coste orientali degli States, sotto forma di una sostenuta ventilazione da NE e N-NE.
Inoltre tenendo presente che poco più ad ovest, sugli USA centrali, troviamo in azione un sistema frontale a carattere freddo, collegato alla stessa saccatura che risucchierà verso nord “Joaquin”, l’interazione fra il flusso di aria umidissima che esce dall’uragano atlantico e l’aria più fredda legata al sistema frontale creerà una estesa linea di confluenza, per separazione di masse d’aria molto diverse fra loro, entro la quale si svilupperanno imponenti nubi cumuliformi foriere di piogge, rovesci e persino temporali. Precipitazioni intense e persistenti che localmente, specie lungo la fascia pedemontana dei monti Appalachi, dove il “forcing” orografico all’umidissima ventilazione orientale diverrà intenso, potrebbero risultare anche eccezionali, con apporti pluviometrici fino a 200-300 mm, causando possibili “flash floods” (alluvioni lampo), frane e inondazioni. Le aree che rischiano maggiormente piogge di carattere torrenziale sono quelle comprese fra il South Carolina, il settore costiero del North Carolina e il sud della Virginia, dove con l’avvicinamento del bordo occidentale dell’uragano si origineranno imponenti bande nuvolose periferiche che daranno la stura a piogge diffuse e a forti rovesci, con elevati indici di rain/rate.
