L’uragano “Joaquin” inizia a muoversi in pieno Atlantico, entro il weekend punterà le Isole Britanniche perdendo le sue originali caratteristiche tropicali
Mentre la Russia europea si prepara alla discesa della prima vera ondata di freddo della stagione, che causerà nevicate fino a quote prossime la pianura, dall’Atlantico occidentale cominciano ad affacciarsi quel che rimane dell’uragano “Joaquin”. Il ciclone tropicale che oltre a causare drammatiche alluvioni fra South e North Caroline (per piogge torrenziali prodotte dal flusso di umidità tropicale dell’uragano) si è reso protagonista dell’affondamento di una grossa nave cargo che navigava poco a nord delle Bahamas (troppo vicino all’occhio di “Joaquin”). Fra meno di 48 ore questo uragano, continuando a muoversi verso nord-est, comincerà a comparire all’interno dei pannelli dei vari modelli matematici che prendono in esame l’area euro-atlantica.

Come abbiamo già avuto modo di anticiparvi nei precedenti articoli il ciclone tropicale salendo l’Atlantico occidentale comincerà a scorrere su acque superficiali sempre meno calde, intraprendendo un tipo di traiettoria, verso nord-est che spingerà la tempesta in mezzo all’Atlantico settentrionale, dopo che quest’ultima verrà prontamente agganciata dal flusso perturbato principale delle medie latitudini, piuttosto ondulato in questo periodo, che esce dal Canada orientale e dal nord degli USA. Come accade con tutti gli uragani e le tempeste tropicali che risalgono l’East Coast degli USA anche in questo caso i resti di “Joaquin”, dopo aver superato i 36° – 37° di latitudine, inizieranno a perdere gran parte delle loro caratteristiche tropicali (“barotropicità”), nel corso della giornata di domani. Una volta agganciati dalle intense “Westerlies” in uscita dal nord degli States questa profonda depressione, che dovrebbe cominciare ad assumere caratteristiche più sub-tropicali (insomma un ciclone “ibrido”), si spingerà verso l’Atlantico settentrionale, sopra acque superficiali decisamente più fredde che inibiranno la convezione all’interno del nucleo centrale della struttura.
Anche se con molta probabilità questa depressione, figlia dei resti dell’ex uragano, ancor prima di avvicinarsi domenica mattina alle coste sud-occidentali dell’Irlanda verranno definitivamente assorbiti dalla saccatura facente capo alla depressione d’Islanda, il ciclone, ormai extratropicale, rischia di causare una severa ondata di maltempo su buona parte del territorio irlandese, con venti forti dai quadranti meridionali e forti piogge che potrebbero provocare allagamenti.