Maltempo, esperta: davanti alle emergenze siamo tutti cardiopatici, mettetevi in sicurezza e non pensate a case e macchine
Davanti alle emergenze siamo tutti cardiopatici, per cui, invece di provare a mettere al riparo macchine o case, sostenendo sforzi considerevoli dal punto di vista fisico, “sarebbe più opportuno pensare a mettersi in sicurezza ed aspettare l’arrivo dei soccorsi”. Lo ha spiegato all’AGI Giovanna Esposito, segretaria della Federazione Italiana di medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi (FIMEUC) in relazione al caso del 71enne deceduto questa mattina a Benevento per infarto mentre spalava via il fango davanti alla sua abitazione, ultimo di una lunga serie di casi, anche fatali, di malori durante le emergenze meteo.
“Le catastrofi naturali, come quella in corso a Benevento, hanno un impatto profondo sull’organismo umano perché sono una fonte di stress enorme. Questo stress e’ responsabile – ha spiegato Esposito – di una particolare patologia, la sindrome di Tako-tsubo, che altro non e’ che un infarto causato non dalla ostruzione di una arteria per via del colesterolo ma da un eccesso di ormoni dello stress“. La paura, l‘ansia, l’angoscia che si vivono mentre si e’ coinvolti in situazione di emergenza sono dunque da sole sufficienti a mettere a dura prova il nostro organismo, trasformandoci tutti in persone a rischio di infarto, anche chi non ha mai avuto nessun tipo di problema. Per questo, quando ci si trova in queste situazioni “e’ opportuno pensare a proteggere prioritariamente la propria incolumita’ e quella delle persone a noi care, piuttosto che esporsi a rischi ulteriori in operazioni che, abbiamo gia’ visto essere molto rischiose”. Come per esempio andare a provare a mettere in salvo una macchina. “Vengo da Sarno – ha concluso Esposito – e so cosa vuol dire trovarsi coinvolti in una alluvione”.
